La decisione è contenuta nella sentenza pubblicata il 9 maggio 2026 dalla Prima Ter sezione del tribunale amministrativo regionale
VITERBO – Il Tar Lazio ha respinto il ricorso presentato dal ministero dell’Interno e dal ministero dell’Economia e delle Finanze, confermando il decreto ingiuntivo che obbliga le due amministrazioni a versare più di un milione di euro alla Provincia di Viterbo per interessi legali maturati su somme pagate in ritardo.
La decisione è contenuta nella sentenza pubblicata il 9 maggio 2026 dalla Prima Ter sezione del tribunale amministrativo regionale. Al centro della controversia ci sono i cosiddetti “residui perenti”, ovvero fondi già stanziati e riconosciuti come dovuti, ma liquidati oltre i termini previsti e successivamente reiscritti a bilancio.
La Provincia aveva ottenuto dal ministero dell’Interno il pagamento della somma principale, pari a 13 milioni e 586 mila euro, chiedendo però anche gli interessi legali maturati durante il ritardo nella corresponsione delle risorse. Il decreto ingiuntivo emesso nel 2022 quantificava tali interessi in 1 milione e 85 mila euro.
I ministeri avevano impugnato il provvedimento sostenendo, tra l’altro, l’assenza di competenza del giudice amministrativo, l’infondatezza della richiesta e un presunto errore nel calcolo degli interessi.
Il Tar ha però rigettato integralmente le contestazioni. Sul tema della giurisdizione, i giudici hanno ricordato che la questione era già stata chiarita dalla Corte d’Appello di Roma, che aveva attribuito la competenza proprio al giudice amministrativo.
Respinta anche la tesi secondo cui l’accordo raggiunto il 19 febbraio 2015 in sede di Conferenza Stato-Città e autonomie locali avrebbe avuto valore transattivo. Secondo il tribunale, nell’intesa non compare alcuna rinuncia esplicita della Provincia agli interessi maturati, né emergono le reciproche concessioni necessarie per configurare una transazione.
Per questo motivo il Tar ha stabilito che gli interessi decorrono dall’8 ottobre 2010, data della messa in mora del ministero dell’Interno da parte della Provincia di Viterbo, e non dal febbraio 2015 come sostenuto dalle amministrazioni statali.
Oltre alla conferma del decreto ingiuntivo, il ministero dell’Interno e il ministero dell’Economia sono stati condannati in solido anche al pagamento delle spese legali, quantificate in 2.500 euro oltre accessori di legge.

