Tarquinia – Sant’Agostino, il “Protocollo dello schifo e della vergogna”: spiaggia piena di immondizia e i bagnanti se ne vanno (FOTO)

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TARQUINIA – “I Comuni di Tarquinia e Civitavecchia si impegnano a collaborare nella gestione dell’area di Sant’Agostino, con l’obiettivo di valorizzare, tutelare e promuovere tale area come patrimonio culturale, storico e naturale di interesse comune, garantendo il miglior utilizzo delle risorse pubbliche e private”. Dopo aver riletto l’incipit del celebre protocollo d’intesa, firmato poco più di un anno fa, scappa un misto tra risata e pianto.

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A maggio 2025 le due amministrazioni convocarono una conferenza stampa per annunciare in pompa magna la firma dell’accordo che, nel giro di pochi mesi, si è trasformato in uno scarica barile. L’area di Sant’Agostino è stata abbandonata a sé stessa e se nella passata stagione è riuscita comunque a cavarsela, in quella appena iniziata rischia di cadere nel baratro.

Dopo alcune segnalazioni di lettori imbestialiti siamo andati a verificare di persona il livello di “valorizzazione” della spiaggia. Va ricordato che nel secondo comma del protocollo, che riguarda l’Ambito di collaborazione, le due parti si sono impegnate nella “Collaborazione nella gestione ecologica e ambientale dell’area, con interventi di monitoraggio e tutela della biodiversità”.

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La collaborazione, se esiste, è tutto fuorché orientata alla gestione ecologica e ambientale dell’area. Le spiagge libere, infatti, sono piene di immondizia e toccano livelli di schifo assoluti. Bottiglie portate dal mare ma anche gettate da “zozzoni”, sdraio e lettini abbandonati, vassoi, lattine, cartacce e chi più ne ha più ne metta coprono praticamente tutta la spiaggia e i poveri bagnanti sono costretti a fare lo slalom tra l’immondizia per trovare una piazzola “decente”. Il tutto sotto gli occhi di una pattuglia di Polizia locale: gli agenti, così tanto impegnati nelle operazioni di controllo, nemmeno sono scesi.

Mentre ci trovavamo sul posto a scattare le fotografie del “capolavoro”, alcune persone hanno fatto marcia indietro e hanno deciso di cambiare spiaggia. Una conseguenza che colpisce, di riflesso, anche gli stabilimenti visto che molti bagnanti della spiaggia libera decidono comunque di usufruire dei servizi di bar e ristorazione presenti sul posto.

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A stagione ormai iniziata sembra che i Comuni di Tarquinia e Civitavecchia non abbiano ancora deciso chi debba effettuare il primo intervento di pulizia della spiaggia. Il tutto mentre anche la Riecam, ditta di Tarquinia incaricata della raccolta di rifiuti, passa con una regolarità sempre minore. La conseguenza, in questo caso, sono i cassonetti degli stabilimenti pieni fino al collo: i rifiuti superano le coperture e sotto il sole finiscono per marcire e puzzare in maniera ancor più forte. Ecco a voi il “Protocollo dello schifo e della vergogna”.

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