Il Comune non ha realizzato il progetto, non ha risposto ai solleciti, non ha presentato la rendicontazione. Un’inerzia amministrativa che ha un costo preciso
TARQUINIA – La Regione Lazio ha revocato un contributo di 35.000 euro destinato al Comune di Tarquinia per la manutenzione e ristrutturazione di un immobile confiscato alla criminalità organizzata, situato in località Marina Velca – Pian di Spille.
Lo certifica la determinazione dirigenziale n. G07657 del 5 giugno 2026, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 46 del 9 giugno 2026.
Non si tratta di un disguido burocratico, né di un cavillo tecnico. La ricostruzione contenuta nell’atto regionale racconta una storia di inerzia amministrativa che difficilmente ammette giustificazioni.
La cronologia di un fallimento annunciato
Il finanziamento era stato assegnato al Comune di Tarquinia con determinazione n. G12261 del 18 settembre 2023, nell’ambito dell’avviso pubblico regionale per il recupero di beni confiscati alle mafie, promosso ai sensi della legge regionale 15/2001. Il progetto era semplice nella sua finalità: riqualificare un bene sottratto alla criminalità organizzata per restituirlo alla collettività.
Le regole erano chiare: il progetto doveva essere completato entro marzo 2025, con rendicontazione nei successivi 60 giorni.
Non è successo nulla di tutto ciò.
A ridosso della scadenza, il Comune ha presentato una richiesta di proroga — nota n. 774/2025 — che la Regione ha rigettato, ritenendone insufficienti le motivazioni (nota prot. n. 343395 del 19 marzo 2025).
A quel punto, la società Lazio Innova S.p.A., incaricata dalla Regione di gestire l’avviso, ha tentato più volte di ottenere almeno la documentazione relativa all’avanzamento dei lavori: prima con nota del 13 maggio 2025, poi con un secondo sollecito del 22 maggio 2025. Nessuna risposta.
Il 24 luglio 2025 è arrivato il preavviso formale di revoca, con un ulteriore termine concesso al Comune per presentare osservazioni e difendersi. Silenzio anche questa volta.
Il 30 marzo 2026 Lazio Innova ha proposto alla Regione di procedere alla revoca definitiva. Il 5 giugno 2026 la Regione ha firmato il provvedimento. I 35.000 euro torneranno nelle casse regionali.
Un bene confiscato alla mafia abbandonato
Ciò che rende questa vicenda particolarmente grave non è solo il danno economico — per quanto 35.000 euro siano risorse pubbliche preziose — ma la natura del progetto perduto. Si trattava di recuperare un immobile confiscato alla criminalità organizzata, uno di quei beni che lo Stato sottrae alle mafie per restituirli ai cittadini come presidio di legalità. Lasciarlo degradare, perdere i fondi per riqualificarlo, ignorare i solleciti regionali: tutto questo manda un messaggio sconfortante sulla capacità e sulla volontà di questa amministrazione di valorizzare ciò che la comunità ha già conquistato.
Un’amministrazione che perde finanziamenti in serie
Quella di Marina Velca non è una vicenda isolata. Nei mesi scorsi il Comune di Tarquinia ha già perso fondi destinati alla gestione dei danni alluvionali e contributi per eventi, in un quadro che delinea una difficoltà strutturale nella gestione dei procedimenti amministrativi legati ai finanziamenti pubblici — dalla progettazione alla rendicontazione.
Il sindaco Francesco Sposetti, che ha mantenuto per sé la delega all’urbanistica e alle politiche del territorio, dovrà spiegare ai cittadini tarquiniesi come sia possibile che un finanziamento già ottenuto, per un progetto già approvato, su un bene già di proprietà comunale, sia stato semplicemente lasciato scadere — nonostante mesi di solleciti ufficiali rimasti senza risposta.
Non si chiede l’impossibile. Si chiede il minimo: rispondere alle lettere.

