«C’è più una delusione umana che partitica. Noi gli abbiamo aperto la porta, ma non ci frega più. Mai più con noi»
ITALIA – Matteo Salvini chiude la porta a Roberto Vannacci e rilancia la propria leadership alla guida della Lega. Dal palco di “Nexus – La generazione che non si arrende”, la convention dei giovani del Carroccio a Milano Marittima, intervistato da Giuseppe Cruciani, il vicepremier ha affrontato senza giri di parole il tema del rapporto con l’ex generale, parlando di una frattura ormai difficilmente ricomponibile.
«C’è più una delusione umana che partitica. Noi gli abbiamo aperto la porta, ma non ci frega più. Mai più con noi», ha dichiarato Salvini. Parole che segnano una netta presa di distanza nei confronti dell’eurodeputato, con il quale i rapporti si sono progressivamente deteriorati negli ultimi mesi.
Il leader della Lega ha spiegato di non avere più contatti con Vannacci e ha escluso, almeno allo stato attuale, un suo ritorno nella coalizione: «Arriveremo al voto con questa alleanza. Con Vannacci, a oggi, evidentemente no». Alla base della rottura ci sarebbero anche le continue critiche rivolte al partito e il voto contrario espresso dall’ex generale sul Piano Casa. «Se oggi ci considera dei falliti – ha aggiunto Salvini – non penso che cambierà idea tra un anno».
L’intervento è stato anche l’occasione per ribadire la propria leadership all’interno del Carroccio, rispondendo alle indiscrezioni sulle tensioni interne. «Sono stato eletto un anno fa con un mandato di quattro anni. Resterò fino alla fine», ha affermato, sottolineando di sentire ancora «il fuoco che avevo 35 anni fa quando feci la prima tessera della Lega».
Un messaggio rivolto anche ai governatori Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, indicati come figure fondamentali per il futuro del partito. «Li voglio di fianco, non dietro», ha detto Salvini, ribadendo la necessità di fare squadra in vista delle prossime sfide elettorali.
Guardando al futuro, il segretario leghista ha confermato l’obiettivo di riportare il partito sopra la doppia cifra e, in caso di vittoria del centrodestra, non ha nascosto il desiderio di tornare al Ministero dell’Interno. «Se vinciamo le elezioni, sì», ha risposto a chi gli chiedeva se gli piacerebbe tornare al Viminale.
Pur rilanciando le proprie ambizioni, Salvini ha ribadito la piena lealtà nei confronti del governo guidato da Giorgia Meloni. «Da domani mattina sono a disposizione del mio governo e di una presidente del Consiglio che stimo. Questo governo trova in Matteo Salvini un leale esecutore», ha concluso.
Le dichiarazioni arrivano in una fase delicata per il centrodestra e sembrano sancire, almeno per il momento, la definitiva separazione politica tra la Lega e Roberto Vannacci, dopo mesi di tensioni culminate con la nascita del movimento “Futuro Nazionale”.

