Terni, Stadio-clinica: non condannare il territorio all’immobilismo

Enrico Melasecche, capogruppo Lega in Regione Umbria:

“La decisione del TAR dell’Umbria, che ha accolto il ricorso presentato dalla stessa Regione, certifica una verità politica inequivocabile: con le sue azioni la sinistra al governo regionale ha bloccato il progetto stadio-clinica e, con esso, una concreta opportunità di rilancio per Terni. Si tratta di una scelta precisa e deliberata della Giunta a guida Proietti che ha impugnato un atto che consentiva di andare avanti con un investimento strategico, dimostrando ancora una volta di essere ostile allo sviluppo, agli investimenti e al futuro del territorio ternano. La Regione eroga 34 milioni l’anno per le prestazioni convenzionate alle cliniche private per cui è facile dedurre che oltre 160 milioni nell’ultimo ventennio di competenza del territorio ternano è andato all’Umbria del centro nord. Non solo, avrebbe ben contribuito alla realizzazione dell’opera pubblica stadio di grande prestigio per l’intera Umbria. Parliamo di un progetto che avrebbe portato lavoro, crescita economica, riqualificazione urbana, miglioramento infrastrutturale e un significativo potenziamento dei servizi sanitari. Tutto questo è stato sacrificato sull’altare di logiche politiche miopi e ideologiche.

La verità è semplice, la sinistra ha deciso di fermare Terni, ha scelto di dire no allo sviluppo, no ai posti di lavoro, no a un’opportunità concreta per i cittadini. Una scelta gravissima che avrà conseguenze dirette sul futuro del territorio e probabilmente sulle prospettive della Ternana Calcio. Ancora più inaccettabile è il silenzio e la complicità degli assessori ternani che hanno votato in giunta per far prevalere una interpretazione giuridica politicamente devastante, ma anche dei tre consiglieri ternani che invece di difendere gli interessi della propria città hanno supportato una decisione che la penalizza pesantemente. Per questo chiediamo una riflessione puntuale sul loro ruolo. Chi tradisce la propria comunità per gregarismo di coalizione non merita la fiducia che gli elettori hanno su costoro riposto. Peraltro la vicenda è nata quando il M5S tacciava il PD di essere il male assoluto mentre oggi ne spartisce poltrone e decisioni nefaste e dovrebbe quindi solo vergognarsi di tale capovolgimento del fronte per palesi interessi personali e di partito che tradiscono sogni, futuro, prospettiva di decine di migliaia di cittadini”.