Il governatore della Misericordia, Stefano Di Stefano, ha affidato ai social una lunga riflessione
SANTA MARINELLA – Dopo oltre trent’anni di attività al servizio del territorio, la Misericordia di Santa Marinella si trova oggi a un passo dalla chiusura. La perdita della sede storica, a seguito di una recente sentenza del Tar che ha annullato l’ordinanza comunale relativa all’utilizzo degli spazi di via Rucellai, ha lasciato l’associazione senza un punto operativo da cui garantire i propri servizi.
Una situazione critica che rischia di interrompere un’attività fondamentale per la comunità, non solo per l’emergenza sanitaria ma anche per l’ampia rete di assistenza sociale costruita nel tempo. Senza una sede, infatti, diventa impossibile gestire i mezzi di soccorso e coordinare gli interventi quotidiani.
Una possibile soluzione era stata individuata grazie alla collaborazione con la Parrocchia di San Giuseppe e con la Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, che aveva messo a disposizione alcuni spazi presso la parrocchia di San Tito, in via dei Gladioli. Tuttavia, questa ipotesi si è scontrata con la netta opposizione di parte dei residenti della zona, preoccupati per la presenza delle ambulanze e per l’impatto sul quartiere.
Il tema è stato al centro di un’assemblea pubblica nei giorni scorsi, durante la quale sono emerse le criticità sollevate dai cittadini. Un confronto che ha lasciato forte amarezza tra i vertici dell’associazione.
Il governatore della Misericordia, Stefano Di Stefano, ha affidato ai social una lunga riflessione, sottolineando il valore del lavoro svolto dai volontari e il rischio concreto di perdere un presidio essenziale per il territorio. Nel solo 2025 l’associazione ha effettuato quasi 2.500 interventi, tra emergenze sanitarie, trasporti per pazienti fragili, servizi sociali e assistenza a persone in difficoltà.
Oltre al servizio 118 attivo 24 ore su 24, la Misericordia si occupa infatti di trasporto per dializzati, supporto a disabili, distribuzione alimentare, assistenza psicologica e altre attività rivolte alle fasce più vulnerabili della popolazione.
La prospettiva di una chiusura apre interrogativi anche sul futuro dell’assistenza locale. In assenza dell’associazione, il servizio verrebbe garantito da soggetti esterni, ma verrebbe meno quella rete di interventi costruita negli anni e radicata nel territorio.
Resta ora da individuare una soluzione che consenta di salvaguardare l’attività della Misericordia, evitando la perdita di un punto di riferimento storico per la comunità di Santa Marinella.

