Si è chiusa oggi in sala consiliare la presentazione dei risultati del progetto finanziato dal PNRR. Tra percorsi immersivi, recupero del patrimonio e festival diffusi, il borgo dell’Alta Tuscia traccia la rotta contro lo spopolamento e rilancia l’attrattività del territorio
SAN LORENZO NUOVO – Rimettere in circolo l’identità di un luogo, facendola dialogare con le sfide del presente. È con questo spirito che San Lorenzo Nuovo ha salutato oggi la conclusione del progetto “Città Ideale Vegetale”, il vasto piano di rigenerazione culturale e sociale finanziato dai fondi del PNRR nell’ambito dell’attrattività dei borghi storici, con il sostegno dell’Unione Europea e del Ministero della Cultura.
Nella sala consiliare, i protagonisti di questo lungo percorso hanno tirato le somme di un’iniziativa che non si è limitata al mero intervento architettonico, ma ha puntato a risvegliare il tessuto sociale del paese.
Una risposta allo spopolamento
A fare gli onori di casa la sindaca Simona Fabi, che ha delineato la matrice fondante del progetto, pensato per valorizzare il borgo sotto l’aspetto paesaggistico, storico ed enogastronomico. “Come borgo c’è sempre il rischio di alcune problematiche, in primis l’invecchiamento della popolazione e il calo demografico – ha spiegato la prima cittadina –. Progetti come questi nascono per permetterci di rivivere e rinascere”.
Un rilancio che passa attraverso la rivendicazione di un modello di vita alternativo ai grandi centri urbani. “La qualità di vita, qui, è ideale. Pace, tranquillità, un ritmo lento che le città ci invidiano. Da qui la parola ‘ideale’. ‘Vegetale’, invece, per rappresentare il nostro verde, il nostro lago e la natura”, ha chiosato Fabi, ringraziando la squadra che ha saputo mettere a terra una visione così ambiziosa.
Una visione che affonda le radici proprio nel peculiare impianto urbanistico neoclassico del Settecento di San Lorenzo Nuovo, progettato originariamente come “città ideale” attorno alla sua piazza ottagonale. Come ha ricordato Massimiliano Capo, progettista dell’iniziativa insieme all’archeologo Gianpaolo Serone, l’iter non è stato privo di ostacoli: “Il progetto venne presentato all’allora amministrazione Bambini e venne scelto per essere finanziato dal governo tra un totale di 5000 progetti che erano stati presentati. È stata una vera sfida per l’amministrazione, un progetto non semplice per un Comune di piccola entità. Si basava essenzialmente sul prendere quello che già era presente e reimmaginarlo, offrendo una prospettiva di crescita per tutto il borgo”.
Tra infrastrutture digitali e recupero storico
L’impatto tangibile del progetto sul territorio si declina attraverso un mix di recupero storico e innovazione tecnologica. Uno degli interventi più attesi è la rigenerazione della suggestiva chiesa di San Giovanni in Val di Lago. L’area è stata riqualificata non solo fisicamente, ma dotata di sistemi integrati all’avanguardia: realtà aumentata, un’app dedicata, totem informativi e arredo urbano ecosostenibile, come le panchine e i pali della luce a energia solare, uniti a sistemi Braille per garantire la massima inclusione.
In questa cornice si inserisce la “Cave” immersiva, illustrata da Sergio Meschini di Grafitec: un’installazione che aprirà i battenti tra pochi giorni, dove i visitatori verranno avvolti da proiezioni ad altissima definizione. “L’esperienza – ha anticipato Meschini – vuole permettere ai visitatori di avere un assaggio del meraviglioso territorio, delle ricchezze e dei valori storici, culturali e naturalistici che lo contraddistinguono”.
La comunità protagonista: escursioni e festival
Ma il vero motore della “Città Ideale Vegetale” è stata la partecipazione attiva. Le due iniziative di punta, “Storie in cammino” e “Fermento”, hanno trasformato gli spazi del borgo e i sentieri circostanti in un palcoscenico diffuso.
Marco D’Aureli, coordinatore dell’associazione Comunità Narranti, ha ripercorso il successo di “Storie in cammino”, un ciclo di sei escursioni che ha registrato costanti sold out unendo trekking, enogastronomia e memoria: “Il nostro obiettivo è far parlare il territorio e rimetterlo in circolazione. Le giornate di escursioni sono state realizzate per unire tutti i tasselli, senza che nessuno impedisse all’altro di ‘parlare’, proponendo una forma esperienziale del paesaggio”. Un format vincente che la sindaca Fabi ha auspicato di poter riproporre in futuro per garantirne la continuità.
Altrettanto dirompente è stato “Fermento”, il festival dei vini naturali e del territorio. Stefano Mecocci, presidente dell’associazione La Festa delle Medie, ha posto l’accento sulla straordinaria risposta intergenerazionale: “Non avevamo mai sviluppato questo tipo di progetto in questo territorio. La comunità ci ha riempito il cuore di gioia: tutti, dai più piccoli ai più grandi, hanno voluto partecipare. Proporre prodotti locali ci ha permesso di fare apprezzare quei vecchi valori che devono essere trasmessi alle nuove generazioni affinché non si perdano”.
Un coinvolgimento che resta il lascito più importante dell’intero PNRR a San Lorenzo Nuovo. “Mi inorgoglisce sentire che la comunità e la sua partecipazione siano rimaste impresse ai partner del progetto – ha concluso con emozione la sindaca Fabi –. Mettere a terra tutto questo non è stato da poco. Ora l’obiettivo è restituire definitivamente centralità al borgo come spazio di incontro e sviluppo sostenibile”.



