Controlli a tappeto nel weekend dopo gli ultimi violenti episodi avvenuti nel cuore del capoluogo
VITERBO – Un fine settimana di controlli a tappeto nel cuore di Viterbo è sfociato in tensioni e denunce. Tre persone sono state sanzionate per ubriachezza manifesta e deferite all’autorità giudiziaria per essersi scagliate con violenza e minacce contro gli agenti operanti, venendo immediatamente raggiunte da ordini di allontanamento.
È questo l’episodio di maggiore rilievo scaturito dalla massiccia operazione ad “alto impatto” condotta nel decorso fine settimana dalla Polizia di Stato, un dispositivo disposto dal Questore in attuazione delle direttive del Prefetto. Le pattuglie della Questura, supportate dal fiuto di un’unità cinofila e in aggiunta al quotidiano e ininterrotto lavoro della Squadra Volanti, hanno stretto le maglie dei controlli attorno alle aree ritenute più critiche e sensibili del capoluogo della Tuscia. Sotto la lente di ingrandimento degli agenti sono finiti in particolar modo Viale Trento, il quartiere San Faustino, l’area del Sacrario e le vie limitrofe.
I numeri del servizio restituiscono la portata dell’intervento, mirato a prevenire ogni forma di illegalità e garantire la sicurezza pubblica: i poliziotti hanno proceduto all’identificazione di ben 240 persone, scoprendo che 70 di queste erano già gravate da precedenti di polizia. La vigilanza serrata ha coinvolto anche il tessuto commerciale. Gli uomini della Divisione Polizia Amministrativa hanno infatti passato al setaccio cinque esercizi pubblici situati in zona, nello specifico due bar e tre minimarket, controllando accuratamente anche gli avventori presenti all’interno e all’esterno dei locali, senza tuttavia riscontrare irregolarità.
L’attività di prevenzione ha inoltre assestato un colpo decisivo a tutela delle fasce più vulnerabili della cittadinanza. Nel medesimo contesto operativo, infatti, la Squadra Mobile ha rintracciato e denunciato un cittadino extracomunitario accusato di tentata truffa ai danni di persone anziane. Nei confronti dell’uomo, residente in un’altra provincia, è scattata l’immediata reazione della Divisione Polizia Anticrimine: un’attenta istruttoria ha portato il Questore a emettere la severa misura di prevenzione del divieto di ritorno nel Comune di Viterbo, impedendo al truffatore di rimettere piede in città per i prossimi due anni.

