Tarquinia – DiVino Etrusco, dall’eccellenza alla sagra: quando un Comune perde i fondi e inventa la tassa sul cibo

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Dalla promozione della cultura del vino alla sagra della porchetta è un attimo

TARQUINIA – C’era una volta il DiVino Etrusco, manifestazione enologica e culturale che aveva saputo ritagliarsi un posto di rilievo nel panorama degli eventi laziali, coniugando la tradizione etrusca con la promozione del territorio e dei suoi vini.

Oggi, quell’evento rischia di trasformarsi in qualcosa di molto più prosaico: una sagra con street food a pagamento, dove ristoratori e produttori agroalimentari si troverebbero a competere con venditori ambulanti di porchetta e panini, a patto di versare centinaia di euro nelle casse della manifestazione.

La storia dei fondi perduti

Prima di capire come si è arrivati fin qui, vale la pena ripercorrere il contesto. L’amministrazione comunale di Tarquinia non brilla, stando a quanto circola negli ambienti locali, per la capacità di intercettare e gestire finanziamenti pubblici destinati alla promozione culturale e turistica del territorio. Il DiVino Etrusco ne sarebbe la prova più lampante: decine di migliaia di euro di contributi regionali e di settore sarebbero andati perduti a causa di progetti incompleti, presentati in ritardo o, secondo alcune voci, mai formalizzati del tutto. Un’occasione mancata che pesa, e non poco, sui conti dell’evento.

La soluzione: far pagare chi lavora

Di fronte a questa situazione, l’amministrazione ha convocato una riunione con i commercianti locali. L’obiettivo, almeno nelle intenzioni, era quello di costruire una partecipazione condivisa. Il risultato, però, è stato ben diverso: i commercianti si sono guardati bene dall’offrire contributi spontanei, e così il Comune ha deciso di passare alle maniere formali, inviando una comunicazione con le quote di partecipazione richieste per l’edizione 2026.

Il documento, firmato a nome della Pro Tarquinia, prevede tre fasce: circa 400 euro per chi intende operare con uno stand di street food; 100 euro per le attività di somministrazione senza strutture mobili; 30 euro per le attività commerciali, cui vengono incluse tre bottiglie di vino da destinare all’allestimento delle vetrine. Chi vorrà partecipare dovrà far sapere la propria adesione entro il 15 giugno.

Street food contro ristoratori: una concorrenza non cercata

Il nodo più delicato è proprio questo: mettendo sullo stesso piano i venditori ambulanti di street food — operatori abituati a lavorare in contesti di sagra, con costi e logistiche ben diverse — e i ristoratori e produttori locali, l’amministrazione crea di fatto una concorrenza diretta che difficilmente potrà favorire la qualità dell’offerta complessiva. Chi ha investito anni nella promozione di un vino o di un prodotto tipico si ritrova a fare i conti, letteralmente, con chi arriva con un truck attrezzato e una frittura veloce.

Non è una questione di snobismo gastronomico. È una questione di identità di un evento che, se vuole davvero promuovere il territorio e attrarre turismo di qualità, non può permettersi di appiattirsi verso il basso.

Dal DiVino Etrusco alla sagra: il rischio concreto

tarquinia invasa da pochette e salcicce

Il pericolo, insomma, è quello di un lento scivolamento verso un format generico, indistinguibile da decine di altre manifestazioni estive che affollano le piazze del Lazio tra giugno e settembre. Il DiVino Etrusco aveva una sua specificità, una sua ambizione. Trasformarlo in un mercatino del cibo con ingresso a pagamento per i partecipanti significa rinunciare a quella specificità, senza peraltro garantire che le entrate derivanti dalle quote coprano realmente i costi organizzativi.

Le polemiche, come preannunciato nella stessa comunicazione interna, non mancheranno. E forse è proprio da quelle che dovrà ripartire una riflessione seria su come Tarquinia intende valorizzare — o svalutare — il proprio patrimonio culturale e turistico.

Questo il testo inviato ai commercianti:

Buongiorno a tutti,
con questo messaggio desideriamo condividere con tutti gli operatori un riepilogo dei temi affrontati durante l’incontro dello scorso 3 giugno.
Divino Etrusco 2026
L’Amministrazione comunale sta lavorando all’organizzazione della prossima edizione del Divino Etrusco, una manifestazione che negli anni ha registrato una crescita costante sia in termini di qualità dell’offerta che di presenze, confermandosi uno degli eventi più importanti per la promozione della città e delle attività economiche del territorio.
Proprio in considerazione dell’aumento dei costi organizzativi e dell’ulteriore crescita prevista per l’evento, è stata illustrata la proposta di richiedere un contributo di partecipazione che possa concorrere, seppur in minima parte, alla copertura delle spese sostenute per la realizzazione della manifestazione.
Le quote ipotizzate sono:
* circa € 400 per le attività che intendono effettuare somministrazione tramite street food;
* € 100 per le attività di somministrazione che partecipano senza street food;
* € 30 per le attività commerciali, comprensivi di n. 3 bottiglie di vino da utilizzare per l’allestimento delle vetrine o per iniziative promozionali collegate all’evento.
Per i contributi versati sarà la Pro Tarquinia a rilasciare regolare ricevuta.
Al fine di consentire una corretta programmazione dell’evento, chiediamo cortesemente di comunicare la propria adesione entro il 15 giugno, così da poter definire con anticipo il numero dei partecipanti e l’organizzazione complessiva.
Eventi estivi nel centro storico
Nel corso dell’incontro è stata inoltre condivisa l’idea di organizzare due appuntamenti dedicati alle attività del centro storico:
* un primo evento a fine giugno;
* un secondo evento nel mese di settembre, con data da definire insieme.
L’obiettivo è quello di costruire momenti di animazione e promozione condivisi, valorizzando il tessuto commerciale cittadino e creando ulteriori occasioni di attrazione per residenti e visitatori.
Lunedì prossimo faremo un incontro per definire i dettagli dell’organizzazione.
Grazie a tutti per la collaborazione e per il contributo che ciascuno potrà offrire alla riuscita delle manifestazioni.