Il progetto Regional Air Mobility di Enac decollerà entro la fine dell’anno. L’aeroporto a nord della Capitale diventerà l’hub della rete nazionale a corto raggio e l’azienda di Alessandro Giulivi sarà protagonista con i collegamenti in elicottero tra aeroporti, porti e destinazioni turistiche
ROMA – L’inaugurazione del nuovo terminal dell’aeroporto di Roma Urbe non rappresenta soltanto il rilancio di uno scalo storico della Capitale.
È il primo passo concreto verso una nuova idea di trasporto aereo, pensata per collegare rapidamente aeroporti, territori e aree turistiche attraverso la Regional Air Mobility (RAM), il progetto promosso da Enac ed Enac Servizi che punta a rivoluzionare i collegamenti a corto raggio in Italia.
Entro la fine del 2026 prenderanno infatti il via i primi collegamenti commerciali con aeromobili da 9 a 19 posti. Roma Urbe diventerà il cuore della rete nazionale, collegando inizialmente gli aeroporti di Fiumicino, Pescara, Fano, l’Isola d’Elba e Tortolì-Arbatax, grazie a un sistema che integrerà velivoli ad ala fissa ed elicotteri.
Tra i protagonisti di questa nuova fase c’è AvioItaliana, rappresentata durante la presentazione dal suo Ceo Alessandro Giulivi, che ha illustrato la visione dell’azienda e il ruolo strategico che ricoprirà all’interno del progetto.
Il primo servizio sarà quello tra Roma Urbe e l’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, un collegamento elicotteristico che consentirà di spostarsi rapidamente tra i due scali, creando un’integrazione diretta tra il traffico nazionale, quello internazionale e la nuova rete regionale.
Il servizio verrà avviato con un elicottero Leonardo AW109S, in grado di trasportare sei passeggeri e raggiungere velocità vicine ai 300 chilometri orari. Successivamente entrerà in servizio anche un Leonardo AW139, capace di ospitare fino a 13 passeggeri, aumentando la capacità operativa e accompagnando la crescita della domanda.
L’obiettivo, però, va ben oltre il semplice collegamento tra due aeroporti. La visione illustrata da Giulivi è quella di costruire una rete capace di mettere in connessione Fiumicino, Roma Urbe, il porto di Civitavecchia, le isole Pontine, l’arcipelago campano, l’arcipelago toscano e numerose altre destinazioni italiane, offrendo una mobilità veloce e integrata dedicata sia al turismo sia agli spostamenti professionali.
“Non vogliamo collegare soltanto due aeroporti, ma persone, territori e opportunità”, ha spiegato Giulivi nel suo intervento, sottolineando come la mobilità aerea regionale possa diventare un nuovo modello di sviluppo non solo per l’Italia, ma anche per l’Europa.
Per AvioItaliana si tratta di un ulteriore tassello in un percorso di crescita costante. L’azienda continua infatti a investire in tecnologia, sicurezza e innovazione, rafforzando il proprio ruolo nel settore del trasporto aereo e confermandosi tra gli operatori italiani più dinamici nel comparto degli elicotteri.
L’intermodalità rappresenta uno degli aspetti più innovativi del progetto. Il passeggero potrà infatti arrivare a Roma Urbe con un collegamento regionale e proseguire rapidamente verso Fiumicino per imbarcarsi su un volo nazionale o internazionale, riducendo tempi di trasferimento e rendendo più accessibili territori oggi poco collegati dai tradizionali sistemi di trasporto.
Secondo il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, la Regional Air Mobility rappresenta uno strumento per restituire centralità agli aeroporti territoriali, valorizzando aree rimaste finora ai margini dei principali flussi turistici e favorendo uno sviluppo più equilibrato del Paese. Anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha definito il progetto una scommessa destinata a essere vinta, evidenziando il ruolo strategico degli scali regionali a supporto dei distretti produttivi e delle destinazioni turistiche.






