Viterbo – Terme dei Papi, il Tar declina la competenza: la causa passa al giudice ordinario

Vacanze alle terme, tutto ciò che c’è da sapere

Al centro della vicenda c’è una richiesta di risarcimento verso il Comune che supera i 36 milioni di euro

Viterbo – Non sarà il Tribunale amministrativo regionale a pronunciarsi sulla maxi controversia tra Terme dei Papi spa e il Comune di Viterbo. Con una decisione pubblicata il 30 marzo 2026, il Tar del Lazio ha stabilito di non avere giurisdizione sul caso, indicando come sede competente il giudice ordinario.

Al centro della vicenda c’è una richiesta di risarcimento che supera i 36 milioni di euro. La società termale contesta infatti al Comune una fornitura ritenuta insufficiente di acqua termominerale proveniente dalla sorgente del Bullicame, elemento essenziale per l’attività dello stabilimento.

Secondo quanto chiarito dai giudici amministrativi, la questione non riguarda l’esercizio di poteri pubblici, ma piuttosto il rispetto degli obblighi previsti da accordi contrattuali. In particolare, il nodo è stabilire se le parti abbiano adempiuto o meno agli impegni assunti nell’ambito della concessione.

La società aveva chiesto al Tar di accertare l’inadempimento del Comune rispetto agli accordi sottoscritti nel 1986 e successivamente integrati nel 1990, sostenendo che i quantitativi d’acqua garantiti non fossero adeguati alle necessità operative. Da qui la richiesta di risarcimento e di misure correttive per assicurare la continuità del servizio.

Tuttavia, per il tribunale amministrativo la natura della domanda è inequivocabile: si tratta di una verifica sul contenuto e sull’esecuzione di obbligazioni contrattuali, materia che esula dalla competenza del giudice amministrativo. Per questo motivo il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

La causa potrà ora essere riproposta davanti al giudice ordinario, che sarà chiamato a entrare nel merito della disputa. Intanto, il Tar ha disposto la compensazione delle spese tra le parti.