Terni – Abusava da anni delle nipoti “acquisite” minorenni, arrestato

Il cinquantenne risiede in un piccolo comune al confine tra Lazio e Umbria

TERNI – È stata eseguita martedì dalla polizia di Stato di Terni – I sezione della squadra Mobile guidata dal dirigente Davide Caldarozzi – un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un italiano di 56 anni, originario di Roma, incensurato, emessa dal gip di Terni su richiesta della procura della Repubblica – titolare del fascicolo è la pm Camilla Coraggio – per il reato di violenza sessuale nei confronti di tre ragazze: tutte minorenni – due delle quali in tenera età – all’epoca dei fatti. L’uomo risiede in un comune della provincia di Terni al confine con il Lazio e l’interrogatorio di garanzia è stato fissato per mercoledì mattina di fronte al gip Barbara Di Giovannantonio. L’indagine è partita qualche settimana fa dalla segnalazione di una psicologa che ha in cura una delle tre ragazze, una di 17 anni, che si è confidata con lei, riferendo di essere stata vittima di abusi sessuali da parte di un parente acquisito, sin dall’età di 5 anni. La dottoressa si è rivolta immediatamente alla squadra mobile che ha  avviato una delicata attività di indagine, coordinata dalla Procura di Terni.

Le presunte violenze, protrattesi per anni, sarebbero avvenute per lo più nell’abitazione dell’uomo, sita in un comune della provincia di Terni, in cui la vittima trascorreva del tempo in virtù del legame di parentela con la famiglia dell’indagato.

Le indagini, poi, hanno permesso di fare luce su ulteriori possibili abusi sessuali da parte dell’uomo: la sorella della 17enne, oggi maggiorenne, ha dichiarato infatti di essere stata anche lei abusata da quando aveva circa 8 anni, sempre nella stessa abitazione dove veniva invitata anche con la scusa di ricevere caramelle e giocattoli; la loro cugina, anche lei 17enne, ha invece riferito di molestie subite la scorsa estate

I genitori delle ragazze, risultati all’oscuro di tutto, hanno dichiarato di non aver mai sospettato dell’uomo, persona ritenuta “alla stregua di un fratello”.

 

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