Grazia Di Michele contro Facebook: rubati l’identità digitale e i dati sensibili della cantautrice, ma dal social un muro di gomma

ROMA – Ladro di identità digitali si appropria della pagina Facebook della cantautrice e la contatta per chiedere presumibilmente un riscatto. Nonostante diffide e denunce, il social network risponde di non poter fare nulla per tutelare la legittima titolare della pagina. Pronta azione legale anche con ricorso al Garante.

La pagina professionale di Grazia di Michele su Facebook è stata hackerata da un personaggio già segnalato ai responsabili del social network per la sua attività fraudolenta.

La cantautrice quindi è stata illegittimamente esclusa dall’amministrazione della propria pagina, per la quale aveva sostenuto un ingente investimento economico, e dalla gestione dei propri dati personali anche sensibili.

Il “ladro di identità”, invece, continua ad agire indisturbato perché non è mai stato bandito dai canali social in capo all’azienda di Mark Zuckerberg.

L’aspetto più paradossale di questa vicenda – ma sarebbe più corretto dire inquietante visto che i dati personali sono tutelati da norme nazionali e europee – è la risposta di Facebook alle reiterate richieste di reintegrare la legittima titolare nella gestione della propria pagina e dei propri dati. Nonostante ripetute segnalazioni bonarie inviate all’assistenza del social network, nonostante due denunce presentate alla Polizia Postale, nonostante diverse diffide inviate dal legale della cantante, la replica del social network, arrivata dopo 3 settimane dalla segnalazione, è stata laconica e pilatesca: “comprendiamo il disappunto ma non possiamo fare nulla”.

In realtà ci sono diverse cose che l’azienda fondata da Mark Zuckerberg può e deve fare. Deve anzitutto spiegare a Grazia Di Michele cosa ne è della sua pagina. Chiarire se essa è ancora attiva e se non venga utilizzata per compiere attività illecite. Ma Facebook potrebbe e dovrebbe fare la cosa più semplice, più logica, più sensata: restituirne la gestione alla sua legittima titolare.  «La mia pagina Facebook era attiva da 10 anni e mi aveva permesso di costruire una comunità di ben 30 mila persone, con cui avevo stabilito un forte legame affettivo», spiega Grazia Di Michele. «La pagina infatti era più di una “finestra professionale”; era la memoria digitale della mia attività artistica. Su quella pagina c’erano i concerti che avevo tenuto, persino i piccoli recital trasmessi dal mio pianerottolo durante i difficili giorni del lockdown. Ma c’erano anche commenti e interventi di persone a me molto care e di tutti gli amici della community».

Gli aspetti di natura legale sono seguiti dallo studio legale dell’avvocato Gianluca Bove che sta valutando di procedere non solo con un eventuale ricorso al Garante della Privacy ma anche con possibili azioni risarcitorie nei confronti di Facebook, responsabile di aver fatto poco o nulla per tutelare la legittima amministratrice della pagina.

Proprio in questo periodo Grazia Di Michele è impegnata con la promozione del suo nuovo libro, “La regola del bucaneve”, uscito per Castelvecchi Editore, e con due tour: il primo dedicato alla “Terra!” al fianco di Fabrizio Mocata e Eleonora Bianchini, e che debutterà al festival Singolare Femminile il 9 luglio, l’altro è quello condiviso con le colleghe cantautrici Rossana Casale e Mariella Nava.

Continua inoltre la sua attività didattica con conferenze e Lectio Magistralis in tutta la Penisola. Eventi che nel frattempo saranno comunicati attraverso i canali Instagram (@grazia_di_michele) e twitter (@dimichelegrazia) e sulla neonata pagina Facebook che preghiamo di seguire e condividere: www.facebook.com/dimichelegrazia