Viterbo – Nuovo regolamento di polizia urbana approvato dal consiglio: il precedente risaliva al 1935

Immancabili scontri in aula tra maggioranza e opposizione con quest’ultima che ha ribadito come sarà necessario “far valere le norme per tutti e non per alcuni”

VITERBO – Dopo un iter durato mesi e un lungo lavoro in commissione Affari generali, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità il nuovo regolamento di polizia urbana, destinato a sostituire quello precedente che risaliva addirittura al 1935. Un aggiornamento ritenuto necessario dall’amministrazione per adeguare le norme alle esigenze attuali della città e rafforzare gli strumenti a disposizione della Polizia Locale.

Il testo, composto da 39 articoli, introduce regole precise su numerosi aspetti della vita quotidiana e prevede sanzioni per chi non le rispetta. Tra le disposizioni più discusse figura il divieto di giocare a pallone nelle piazze e nelle vie del centro abitato, salvo negli spazi espressamente autorizzati. L’emendamento che ha introdotto questa norma è stato approvato a maggioranza, con il voto contrario di Fratelli d’Italia, Partito Democratico e Per il Bene Comune.

Il regolamento punta anche a contrastare comportamenti ritenuti lesivi del decoro e della convivenza civile. Tra le misure previste figurano il divieto di bivacco per tutto l’anno, il contrasto al consumo di alcol in aree pubbliche non consentite e all’accattonaggio molesto, oltre a una serie di disposizioni pensate per migliorare la vivibilità degli spazi urbani.

Molte norme riguardano comportamenti quotidiani già noti, ma ora disciplinati in modo più puntuale. I proprietari di animali domestici, ad esempio, dovranno continuare a raccogliere le deiezioni lasciate su suolo pubblico, mentre particolare attenzione viene posta alla prevenzione dei ristagni d’acqua, soprattutto durante la stagione estiva, per limitare la diffusione della zanzara tigre. Anche i panni stesi dovranno essere sistemati in modo da non gocciolare su strade e marciapiedi.

Tra gli obblighi previsti compare anche la cura del decoro degli immobili e delle pertinenze private, inclusa la manutenzione delle targhe dei numeri civici, che dovranno essere mantenute pulite e ben visibili. Attenzione inoltre agli impianti di allarme: dovranno essere regolati in modo da non suonare ininterrottamente per oltre cinque minuti consecutivi e comunque non più di venti minuti complessivi.

Uno dei momenti più accesi del confronto in aula ha riguardato la proposta avanzata da Letizia Chiatti, esponente del gruppo misto, che ha chiesto di estendere anche agli edifici pubblici gli stessi obblighi previsti per i privati, in particolare per quanto riguarda la manutenzione e il decoro degli immobili.

“Le regole devono valere per tutti – ha sottolineato Chiatti – perché altrimenti si rischia di creare un regolamento che impone obblighi solo ai cittadini senza prevedere analoghe responsabilità per l’ente pubblico”.

Sul principio si è registrata apertura da parte dell’amministrazione, ma inizialmente gli uffici tecnici avevano espresso parere negativo, legato alla mancata quantificazione dei costi necessari per applicare le stesse prescrizioni al patrimonio pubblico.

Il confronto si è fatto particolarmente serrato, con interventi a sostegno della proposta anche da parte di esponenti dell’opposizione, tra cui Laura Allegrini (Fratelli d’Italia) e Luisa Ciambella (Per il Bene Comune). La seduta è stata sospesa per consentire un approfondimento tecnico e trovare una soluzione condivisa.

Alla fine si è arrivati a una mediazione: gli emendamenti iniziali sono stati ritirati e sostituiti con nuove formulazioni che prevedono obblighi analoghi per pubblico e privato, ma con l’applicazione agli edifici pubblici subordinata alla disponibilità delle risorse economiche e al rispetto degli equilibri di bilancio. Lo stesso principio è stato adottato anche per la gestione del verde urbano.

Secondo l’amministrazione, il nuovo regolamento rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare i controlli sul territorio e garantire maggiore tutela ai cittadini, migliorando sicurezza, decoro e vivibilità degli spazi pubblici.

Una volta pubblicato all’albo pretorio, il regolamento entrerà ufficialmente in vigore dopo 15 giorni. Da quel momento, molte abitudini quotidiane saranno disciplinate in modo più preciso, con l’obiettivo dichiarato di rendere più chiari diritti e doveri nella gestione degli spazi urbani. Tra le novità destinate a far discutere resta il divieto di giocare a pallone nelle strade e nelle piazze cittadine, misura che segna uno dei cambiamenti più evidenti nella vita quotidiana della città.