CIVITAVECCHIA – Lettera Aperta di Fabio Angeloni al sindaco di Marco Piendibene: Caro Sindaco, facciamo un patto di onestà intellettuale. È l’unica moneta che conta. Non siamo bambini.
Tu hai 66 anni e fai politica da oltre trenta; io ne ho 68 e mastico giornalismo da quaranta: risparmiamoci la recita. Quello a cui abbiamo assistito — il tuo attacco frontale a stampa e opposizione — è il classico teatrino della politica. Accusarci di “fare propaganda” perché non facciamo da megafono ai tuoi comunicati è solo un modo comodo per non rispondere e aggrapparsi alle solite formule: “Andiamo avanti a testa alta”, “Lavoriamo per i cittadini”. Frasi fatte, prese in prestito da una retorica del “Fare.
Se i conti non tornano, la colpa diventa del giornalista. Ma il giornalista non è il tuo passacarte. La democrazia non è un pranzo di gala tra amici consenzienti che si scambiano tartine e complimenti. È un corpo a corpo quotidiano con la realtà. E allora la domanda è semplice: perché non scrivono quanto sei bravo, buono e bello? Vediamo i fatti.
La verità non è un equivoco
Quando un politico urla alla “fake news”, di solito il problema non è la stampa. È la gestione della comunicazione istituzionale. A febbraio 2025 hai nominato un Portavoce di fiducia (D.S. prot. n. 14167). La figura è stata definita come “altamente qualificata e incaricata di rappresentare scelte e strategie dell’amministrazione”. Costa al Comune 57.200 euro l’anno (D.D. n. 656 dell’11/02/2025).
Nel frattempo, i giornalisti locali — che critichi — lavorano in condizioni ben diverse. Sai quanto guadagnano? Dieci euro a pezzo, forse. Ed è proprio il loro lavoro che consente ai cittadini di distinguere tra comunicazione istituzionale e verifica dei fatti. Per questo la stampa scava oltre i tuoi comunicati e legge dietro le veline che raccontano solo “trionfi”.
Davvero tu, il Sindaco eletto con meno voti degli ultimi vent’anni, vuoi ancora giocare a vittima e carnefice, con te dalla parte della vittima contro questa “crudele” stampa cittadina?
Vediamo allora alcuni punti concreti.
Svendita. Stai svendendo la Ficoncella e il Villaggio del Fanciullo a un fondo immobiliare chiuso per darli in mano ai privati. Con questa specie di cartolarizzazione stai erodendo il patrimonio della città. Quei beni portano due milioni di euro l’anno, denaro fresco che puntella un bilancio che chiude in rosso a meno 13 milioni, in disavanzo.
Falsa vittoria. Sì, avete capito bene: meno 13.447.907,95 euro è ancora il disavanzo dell’esercizio 2025 che sarà il punto di partenza del 2026. “La stampa è cattiva, questa cifra è meglio che non la diciamo”? Così hai fatto sparire quei 13 milioni dai comunicati sul bilancio. Hai raccontato di aver giocato e vinto una partita senza dire come era finita: meno 13 milioni sotto zero.
Tassa sui più poveri. Poco prima di Natale hai imposto l’Irpef comunale pure a chi prende 500 euro di pensione. Per tutti gli altri contribuenti, l’addizionale l’hai portata al massimo.
Sconto. All’inizio del mandato la tua Giunta ha approvato l’abbuono di canoni arretrati per circa 160 mila euro a favore dell’associazione musicale dove, negli anni, avevano collaborato moglie e suocera. Su questa vicenda sono emersi anche elementi relativi alla posizione dell’associazione rispetto ai requisiti del Terzo Settore. Oggi, solo grazie alle cronache sappiamo che sono in corso verifiche da parte della Guardia di Finanza e un’istruttoria presso la Corte dei Conti. Dal Sindaco, silenzio stampa.
Conflitto di interessi. È stato oggetto di discussione pubblica, sempre per merito della stampa, anche la dimenticanza di una quota di proprietà familiare in terreni interessati da trasformazioni urbanistiche. Si tratta di una porzione a dire il vero minimale di terreni inseriti nel Piano di Sviluppo Strategico ed Economico che, passando da agricoli a industriali, diverrebbero d’oro. È un tema che avrebbe richiesto il massimo livello di trasparenza e forse anche delle scuse.
Auto blu. Più di recente è stata scritta sul regolamento comunale una postilla per consentire al Sindaco, e solo a lui, di guidare l’auto blu rientrando dall’ufficio, portandosela a casa. In questi termini, la questione meriterebbe un chiarimento sul piano della legittimità e dell’opportunità amministrativa. E andrebbe spiegata agli elettori con chiarezza.
Biodigeribile. In campagna elettorale dicevi “No al Biodigestore”, ma subito dopo la sentenza del Consiglio di Stato apri alla trattativa prima ancora che te lo chiedano. Altro che trattativa. M5S e AVS annunciano in modo autonomo due diverse iniziative di contrasto al biodigestore sul piano legale, giuridico e politico. Su un tema ritenuto vitale per la città, si vede il tuo isolamento e il fallimento di una leadership incapace di trovare una strategia unitaria: «Dobbiamo provare a rendere meno pesante il quadro generale, magari sulle modalità di trasporto con mezzi meno impattanti possibili, ma dobbiamo anche entrare in una modalità di risparmio Tari per la comunità».
Oggi, se digiti su Google “Sindaco Bio-digeribile”, esce “Marco Piendibene”.
Dimissioni silenziose. Il piano quinquennale di risanamento della CSP, approvato a metà dicembre, è durato quanto un gatto in autostrada. A soli tre mesi di distanza, CSP ha annunciato che 34 lavoratori delle autolinee stanno per passare al privato. Tutti sapevano, ma il Piano Pluriennale non lo aveva previsto. Così licenzi, in parte, l’assessore ai trasporti, che si dice in parte contento. Mentre lo spirito del “fu” centralismo democratico sorride di lassù, quaggiù la trasparenza fa la muffa.
Lecci. Dopo l’abbattimento di quegli alberi in piazza Regina Margherita, se sei ancora in cerca di popolarità — visto che sei il Sindaco meno votato in assoluto — ricordati che lì è stata seppellita anche quella.
Caro Sindaco, il punto non è la stampa “cattiva”. Il punto è la distanza tra la rappresentazione che l’amministrazione offre di sé e i fatti che emergono. La stampa non è cattiva: è lo specchio della realtà. E dovrebbe farti riflettere su quale sia oggi la tua immagine pubblica.
Ma è proprio quella che ti ostini a non voler guardare.

