Annullato il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che autorizzava il maxi-impianto fotovoltaico “Montalto Pescia” da oltre 65 megawatt
MONTALTO DI CASTRO – Una sentenza destinata a fare giurisprudenza e a riscrivere le regole della transizione energetica in Italia. Il TAR del Lazio, con la pronuncia numero 06975/2025 della Terza Sezione, ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Montalto di Castro, annullando il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che autorizzava il maxi-impianto fotovoltaico “Montalto Pescia” da oltre 65 megawatt.
Per la prima volta, i giudici amministrativi hanno messo nero su bianco un principio fondamentale: il territorio di Montalto è “saturo”. Nonostante le spinte verso le rinnovabili, la giustizia ha riconosciuto che il peso ambientale e paesaggistico sopportato dalla zona ha superato il limite di guardia.
Una vittoria per il paesaggio e l’agricoltura
Soddisfazione totale ai vertici del Comune, che hanno visto accolte le proprie tesi contro quella che è stata definita una proliferazione disordinata.
“Si tratta di una pronuncia di portata storica per il nostro territorio – affermano il Sindaco Emanuela Socciarelli e l’assessore all’urbanistica Marco Fedele – perché finalmente viene riconosciuto l’eccessivo insediamento, disordinato, degli impianti nelle nostre aree agricole e la trasformazione che le nostre campagne stanno subendo. Sono state riconosciute le nostre rivendicazioni a tutela del paesaggio e del contesto agricolo locale”.
Oltre il concetto di “area idonea”
La sentenza scardina un automatismo pericoloso: l’idea che l’essere classificata come “area idonea” comporti un via libera incondizionato alle installazioni. Il TAR impone ora ai Ministeri valutazioni reali e puntuali che tengano conto dello stato di fatto dei singoli territori.
Il successo legale è il risultato di una battaglia contro un’eredità pesante: quella massiccia ondata di impianti approvati tra il 2019 e il 2021, sommatasi alle installazioni storiche del periodo 2005-2010. Un cumulo di pannelli che ha visto l’attuale amministrazione impegnata in prima linea sin dall’insediamento nel 2022.
“Come Amministrazione abbiamo partecipato fattivamente a tutte le Conferenze dei Servizi, per rappresentare le esigenze del territorio e segnalando le criticità che la proliferazione e l’eccessivo cumulo degli impianti avrebbe creato sul territorio – continuano Socciarelli e Fedele – mutando di fatto la destinazione territoriale ed il paesaggio di diverse aree del paese”; oggi questa visione è stata convalidata dai giudici.
Un segnale per il futuro
La linea del Comune resta ferma: equa distribuzione degli impianti a livello nazionale e protezione della vocazione agricola della Tuscia. L’amministrazione ha espresso gratitudine all’avvocato Marco Luigi Marchetti per il “prezioso, impeccabile e magistrale lavoro legale” e alla Regione Lazio per l’affiancamento costante in questo complesso iter.
La sentenza parla chiaro: l’efficacia dell’autorizzazione ministeriale è azzerata. Da oggi, Montalto di Castro lancia un monito a tutti gli enti centrali: nessun progetto industriale potrà più ignorare la realtà di un territorio che ha già dato troppo alla nazione. L’amministrazione promette massima fermezza e vigilanza in ogni sede futura.

