Al momento, però, l’indagine risulta ancora contro ignoti e non ci sarebbero persone iscritte nel registro degli indagati
VITERBO – È stato posto sotto sequestro il tratto della superstrada Umbro-Laziale in cui, lo scorso 9 maggio, ha perso la vita il motociclista Riccardo Delle Monache, 42 anni. La decisione è arrivata nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura di Viterbo per fare piena luce sul drammatico incidente avvenuto tra gli svincoli di Viterbo Nord e Bagnaia, in direzione Orte.
Oltre ai mezzi coinvolti nello schianto – la Ducati guidata dalla vittima e il furgone contro cui la moto si è scontrata – da ieri è finita sotto sequestro anche una porzione della statale 675. Il provvedimento, disposto dal pubblico ministero Francesca Proietti e affidato agli agenti della polizia stradale, riguarda circa 400 metri della carreggiata nord, dal chilometro 56,200 al 55,800.
Gli investigatori vogliono approfondire non solo la dinamica dell’impatto, ma anche verificare eventuali elementi legati alle condizioni del tratto stradale. L’area è stata delimitata per consentire tutti gli accertamenti tecnici necessari e preservare lo stato dei luoghi prima di eventuali interventi di ripristino.
Il fascicolo aperto dalla magistratura ipotizza il reato di omicidio stradale. Al momento, però, l’indagine risulta ancora contro ignoti e non ci sarebbero persone iscritte nel registro degli indagati.
A seguito del sequestro, Anas ha modificato temporaneamente la viabilità lungo il tratto interessato. In direzione Orte è stato disposto il restringimento della carreggiata, il divieto di sorpasso e l’abbassamento del limite di velocità a 50 chilometri orari. Le misure sono entrate in vigore nella serata del 20 maggio.
L’incidente mortale era avvenuto intorno alle 20 del 9 maggio. Secondo una prima ricostruzione, Riccardo Delle Monache avrebbe perso il controllo della moto andando a urtare il furgone che lo precedeva, prima di essere sbalzato violentemente sull’asfalto. I sanitari intervenuti sul posto avevano tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma per il 42enne non c’era stato nulla da fare.

