Elisoccorso Lazio: l’elicottero che non c’era

Da luglio 2025 a oggi, il mezzo di riserva del servizio HEMS regionale (elisoccorso) ha volato altrove. Tre procure, la Corte dei Conti, l’ANAC e ora una nuova segnalazione. La storia di un appalto da 53 milioni di euro e di una flotta che non torna mai al completo

ROMA – Quattro elicotteri. Questo è ciò che il contratto impone: tre operativi sulle basi del Lazio e uno di riserva, pronto al decollo in zero minuti dalla base di Roma in caso di avaria.

Un requisito scritto nero su bianco nel Capitolato speciale d’appalto del servizio HEMS (Helicopter Emergency Medical Service) della Regione Lazio, un servizio dal quale dipende la vita di quasi sei milioni di persone. Ma da luglio 2025, quel quarto elicottero non c’è più. O meglio: c’è, ma vola altrove.

La vicenda, che ha già raggiunto le procure di Roma e Potenza, la Corte dei Conti e l’Autorità Nazionale Anticorruzione, si arricchisce ora di un nuovo atto formale. Il 28 maggio 2026, una nota urgente (Prot. 93/2026) a ARES 118, alla Regione Lazio, alla Procura della Repubblica di Roma, all’ANAC e all’AGCM. L’oggetto: un ennesimo cambio di elicottero non autorizzato, avvenuto il 22 maggio 2026.

«Il quarto aeromobile risulta impiegato in Basilicata. Il sostituto non era nell’offerta di gara. La base di Latina è rimasta senza stand-by.»

La storia: un appalto travagliato fin dall’inizio

La gara per l’elisoccorso laziale è stata aggiudicata nel dicembre 2022 ad Elifriulia S.p.A., società controllata dal gruppo spagnolo Eliance SA, dopo oltre due anni di iter e decine di ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato. L’appalto vale 53,5 milioni di euro e prevede quattro elicotteri Airbus H145 dedicati al servizio HEMS regionale, con un quarto mezzo — lo stand-by — da tenersi stabilmente sulla base di Roma pronto al decollo entro zero minuti. Proprio questa promessa valeva 7,44 punti tecnici in più in sede di gara.

Ma già nella fase di valutazione dell’offerta erano emerse le prime ombre. L’ANAC aveva contestato che Elifriulia, all’atto della partecipazione alla gara, avesse dichiarato di possedere elicotteri che in realtà non le appartenevano e che erano già operativi in Francia per un altro operatore. Un anno prima della firma del contratto, quei mezzi volavano altrove.

I protagonisti della vicenda

  • Elifriulia S.p.A. — Affidataria dell’appalto HEMS Lazio dal dicembre 2024. Di proprietà del gruppo spagnolo Eliance SA.
  • ARES 118 — Azienda Regionale Emergenza Sanitaria del Lazio, stazione appaltante e committente del servizio.
  • I-MIOR — Elicottero stand-by offerto in gara. Dal 15 luglio 2025 risulta operativo in Basilicata.
  • I-BEES — Titolare della base HEMS di Latina. Il 22 maggio 2026 trasferito a Trieste.
  • I-DTRE — Elicottero mai offerto in gara, impiegato come sostituto. Mai verificato dall’ENAC per scenari HEMS.

Luglio 2025: l’elicottero “sparisce” verso la Basilicata

Il 15 luglio 2025, ARES 118 monitora attraverso Flightradar24 i propri elicotteri. Alle 10:29, l’H145 siglato I-MIOR — il quarto aeromobile, il mezzo stand-by — decolla. Alle 11:23 viene tracciato nei pressi di Benevento. Destinazione finale: Basilicata, dove verrà messo in servizio con livrea locale.

Una contestazione parte poche ore dopo da ARES 118 verso Elifriulia: lo spostamento viene definito «improprio e non autorizzato» e si chiede il rientro immediato. Il mezzo non torna.

Nei giorni successivi, il Direttore Generale di ARES 118, dott. Narciso Mostarda, trasmette gli atti alle Procure della Repubblica di Roma e di Potenza, alla Corte dei Conti di entrambe le regioni e all’ANAC. L’ipotesi di reato è inadempimento in pubbliche forniture.

La Guardia di Finanza acquisisce i contratti. L’ASP della Basilicata, a sua volta, contesta a Elifriulia il mancato arrivo di un altro mezzo promesso — il “terzo di scorta” — con esplicito riferimento all’elicottero sottratto al Lazio.

«Da luglio 2025 Elifriulia avrebbe messo a disposizione del servizio nel Lazio soltanto tre elicotteri, contro i quattro previsti.»
— Il Fatto Quotidiano, 4 febbraio 2026

La risposta di Elifriulia è netta: «Il contratto è in regolare esecuzione. Il servizio pubblico di elisoccorso è sempre stato garantito senza interruzioni. La sostituzione dell’elicottero di backup con un altro mezzo identico per modello e prestazioni rientra nella gestione operativa prevista dalla normativa aeronautica.» Ma questa giustificazione non convince i controllori: un mezzo equivalente non è un mezzo offerto in gara, verificato e accettato dalla commissione giudicatrice.

Il nodo dell’I-DTRE: un elicottero che non dovrebbe esserci

Questo è lo stesso elicottero, Airbus I-MIOR con la livrea del 118 della regione Basilicata

Parallelamente allo spostamento dell’I-MIOR verso la Basilicata, emerge un’altra anomalia. L’H145 siglato I-DTRE viene impiegato come sostituto dell’elicottero titolare I-DAJE e poi della base di Latina (I-BEES). Il problema: questo aeromobile non è mai stato indicato nell’offerta di gara, non è mai stato sottoposto a verifica dalla commissione giudicatrice né all’ENAC per le specifiche operazioni HEMS. Secondo quanto documentato da ARES 118, si tratta di una sostituzione «non autorizzata e tecnicamente irregolare», che introduce potenziali rischi di sicurezza del volo.

È esattamente questo elicottero — l’I-DTRE — al centro della nuova nota del 28 maggio 2026. Il 22 maggio, segnala la società, Elifriulia ha sostituito l’I-BEES con l’I-DTRE sulla base di Latina. L’I-BEES è stato trasferito all’aeroporto di Trieste – Ronchi dei Legionari. L’I-MIOR, lo stand-by contrattuale, si trova ancora in Basilicata. Risultato: il Lazio si ritrova nuovamente senza il mezzo di riserva previsto dal capitolato, e con un aeromobile sostitutivo che non ha mai superato le verifiche di gara.

Il sospetto di danno erariale: il Giubileo come ulteriore elemento

La nota introduce un ulteriore elemento di preoccupazione di natura economica. La Deliberazione ARES 118 n. 342/2026, adottata nell’ambito delle attività straordinarie connesse al Giubileo, avrebbe previsto e riconosciuto costi aggiuntivi per l’equipaggio dedicato al servizio HEMS. Peccato che, secondo la logica contrattuale, quell’equipaggio fosse già incluso e remunerato nell’appalto principale.

Se venisse confermato che le missioni non sono state accettate dall’elicottero stand-by — formalmente dedicato ma di fatto assente — con conseguente trasferimento dell’attività su altre basi o equipaggi aggiuntivi, si configurerebbe una possibile duplicazione della spesa pubblica: lo stesso servizio pagato due volte, con potenziali profili di danno erariale di competenza della Corte dei Conti.

Le domande senza risposta: penali fantasma e contratto ancora in piedi

Ciò che colpisce maggiormente, a distanza di quasi un anno dall’inizio della vicenda, è l’assenza di conseguenze tangibili. Le penali previste dal capitolato non risultano applicate. Il contratto non è stato risolto, nonostante l’art. 108, comma 3, del Codice degli Appalti preveda la risoluzione per gravi inadempimenti — fattispecie che i fatti documentati sembrerebbero integrare pienamente. Secondo nostre fonti, persino il vice capo di Gabinetto della Regione Lazio avrebbe più volte sollecitato la direzione generale di ARES 118 a procedere alla revoca, senza esito.

Ora si chiede formalmente — per la prima volta con invio diretto anche all’AGCM — di sapere con quale titolo autorizzativo sia stato effettuato il cambio del 22 maggio 2026, se l’I-DTRE sia mai stato formalmente autorizzato, dove si trovi oggi lo stand-by contrattuale, e se siano mai state applicate penali per le pregresse violazioni. Domande apparentemente semplici, rimaste finora senza risposta scritta.

Cronologia della vicenda
  • Dic. 2022
    ARES 118 aggiudica la gara HEMS a Elifriulia S.p.A. per un valore di 53,5 milioni di euro. Fine dei quasi vent’anni di gestione Elitaliana.
  • 2024
    ANAC censura la gestione della gara da parte di ARES 118 e Regione Lazio per proroghe illegittime e violazioni dei principi di concorrenza. Contestati anche gli elicotteri dichiarati in offerta, risultati in servizio in Francia per un altro operatore.
  • Fine 2024
    Elifriulia subentra a Elitaliana nella gestione del servizio HEMS.
  • 15 lug. 2025
    L’elicottero stand-by I-MIOR decolla dal Lazio. Tracciato da ARES 118 via Flightradar24, viene localizzato verso Benevento e poi stabilizzato in Basilicata. ARES contesta il trasferimento come «improprio e non autorizzato».
  • Lug.–Ago. 2025
    ARES 118 trasmette gli atti alle Procure di Roma e Potenza, alla Corte dei Conti e all’ANAC. Emerge l’impiego dell’I-DTRE — mai in gara, mai verificato — come sostituto su più basi laziali.
  • Ott. 2025
    Il contratto con Elifriulia rimane in vigore. Nessuna penale applicata risulta documentata pubblicamente. ARES 118 nomina un perito aeronautico per verificare l’idoneità degli elicotteri in servizio.
  • Feb. 2026
    La Guardia di Finanza acquisisce il contratto ARES 118–Elifriulia. La Procura di Roma apre un fascicolo esplorativo con ipotesi di inadempimento in pubbliche forniture. Il fascicolo è ancora senza indagati.
  • 22 mag. 2026
    Nuovo cambio: l’I-BEES (base di Latina) viene trasferito a Trieste. L’I-DTRE (non offerto in gara) torna a coprire la base laziale. L’I-MIOR è ancora in Basilicata. La Regione Lazio si ritrova senza stand-by contrattuale per la seconda volta.

Cosa succede ora

Il quadro che emerge è quello di un servizio pubblico essenziale — il soccorso medico d’urgenza in elicottero per sei milioni di abitanti — che da quasi un anno opera in condizioni strutturalmente difformi rispetto al contratto. La mancanza dello stand-by non è un dettaglio: significa che in caso di avaria improvvisa di uno degli elicotteri operativi, non c’è un mezzo pronto a sostituirlo. Le conseguenze, in emergenza, possono essere fatali.

Tre fascicoli aperti (Procura di Roma, Procura di Potenza, Corte dei Conti), due interrogazioni all’ANAC, la Guardia di Finanza già entrata negli uffici. Eppure Elifriulia continua a gestire il servizio e le penali contrattuali non risultano applicate. La nuova nota di Elitaliana — con copia all’AGCM per i profili di concorrenza — aggiunge un ulteriore fronte. La domanda che rimane è quella più imbarazzante per chi dovrebbe vigilare: chi controlla che i quattro elicotteri ci siano davvero?