Morto Gino Falleri, decano dei giornalisti pubblicisti

ROMA – Si è spento nella notte, all’età di 92 anni, il vicepresidente del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Gino Falleri.

Nato nel 1926 a Mercatello sul Metauro (Pesaro-Urbino), ricopriva la carica dal 1964.

Falleri – come ricordano proprio dall’ordine dei giornalisti regionale – è stato anche presidente del Gus (Gruppo giornalisti uffici stampa) da lui stesso fondato negli anni ottanta ed ha ricoperto anche importanti cariche sindacali nella Fnsi.

Cavaliere di Gran Croce della Repubblica è stato, tra l’altro, anche fondatore e consigliere dell’Eurispes oltre che dell’ Eapo con sede a Bruxelles, dove si recava spesso. Ha ideato e presieduto la giuria del Premio giornalistico internazionale ”Argil uomo europeo”.

Laureato in giurisprudenza era iscritto all’elenco dei pubblicisti dal 1957.

Iniziò la sua carriera al Messaggero e successivamente collaborò con numerose testate.

Gino aveva nel sangue il sacro fuoco della professione. Ancora giovane, attorno agli anni cinquanta, cominciò a scrivere i suoi primi articoli.

Ricordano che si rivolse ad un collega affermato che, dopo aver letto la sua prosa, volle aiutarlo, perchè dimostrava di avere il talento necessario alla professione.

Da allora, si può dire che non lasciò mai più il giornalismo. Ed oltre a scrivere, volle entrare negli organismi della categoria per comprendere meglio le dinamiche della professione. Per oltre 40 anni, Gino è stato una figura carismatica dell’Ordine e del pubblicismo italiano, prima da consigliere, poi da vice presidente, carica che ha mantenuto sempre con intelligenza e devozione. Per un certo periodo, negli anni novanta, divenne anche presidente.

Nel suo ufficio al secondo piano di piazza della Torretta, riceveva ogni giorno i colleghi più giovani ai quali non faceva mancare consigli e suggerimenti.

Rivedeva le pratiche con rigore, ma anche con grande comprensione perchè sapeva che non era facile iniziare la professione soprattutto oggi in una congiuntura così critica per l’editoria. Scrupoloso fino all’inverosimile, conosceva i codici come un avvocato, ricordava a memoria gli articoli del penale e del civile e leggeva con attenzione le sentenze della Corte di Cassazione che rammentava ai colleghi che lavoravano con lui in Consiglio.

Dell’Ordine dei giornalisti diceva: ” è come una creatura e non lo lascerò mai”.

“La presidente, l’intero Consiglio regionale del Lazio e tutti i dipendenti, addolorati, si stringono alla moglie, signora Rossana e al figlio Roberto, così come a tutti i colleghi che in questi anni l’hanno conosciuto e gli hanno voluto bene”, scrivono dall’Ordine.

Le esequie si terranno domani, 19 marzo, a Roma alle ore 15 nella Parrocchia di San Mattia, Via Renato Fucini, 285.

IL CORDOGLIO DI STAMPA ROMANA – “Luigi Falleri, Gino per tutti i colleghi e amici, ci ha lasciato. Gino è stato il leader del pubblicismo italiano e un cardine della politica sindacale di Stampa Romana e della FNSI.

Ci mancherà la sua sensibile attenzione ai tanti problemi della professione, alla luce dei cambiamenti tecnologici in atto. A testimonianza i tanti suoi scritti soprattutto sugli scenari dell’informazione futura, sulla libertà di stampa e il diritto di informare. Vice presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, vice presidente dell’Associazione Stampa Romana nell’ultima consiliatura, laureato in Giurisprudenza, è iscritto all’Albo dei giornalisti del Lazio, elenco pubblicisti, dal 1957.

Personaggio storico del giornalismo, ha iniziato la sua carriera come volontario a Il Messaggero di Roma e successivamente al Popolo di Roma. Ha collaborato con il Momento Sera, Il Giornale d’Italia, Italia Sera, l’Opinione, Il Globo, Il Resto di cui è stato il garante del lettore, nonché con l’agenzia ASCA e il GR2. È stato direttore di TeleTerni dal 1974 al 1977, Capo ufficio stampa dell’Ente nazionale per la prevenzione degli infortuni dal 1971 al 1982, e consulente per i media del direttore generale dell’ISPESL fino al 31 dicembre 1988, nonché presidente dell’Ordine del Lazio.

È stato, inoltre, addetto stampa del Presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sulla cooperazione (1994-1995). Ex segretario generale aggiunto della FNSI e membro della Giunta della Federazione nazionale della stampa (1974-1976, 1978-1984 e dal 2007 al 2011; dal 1987 è presidente del Gruppo giornalisti uffici stampa, ed è anche presidente dell’Unione giornalisti per l’Europa federale (Ugef) dell’Angpi dell’EAPO&IC ,con sede a Bruxelles e a Roma. E’ consigliere nazionale della Fnsi. È stato docente di diritto all’informazione e giornalismo presso alcuni atenei italiani, tra cui: Luiss, Università di Pisa (dal 2005 al 2011), Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” (2006-2007), Università di Siena (dal 2008 al 2012) e l’Università del Foro Italico (dal 2012 al 2013). È stato presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio e Molise e della Commissione Uffici Stampa della Fnsi.

È consigliere del Comitato di direzione della Scuola Superiore di giornalismo della LUISS; ha fatto parte del Comitato di direzione della Scuola post-universitaria di giornalismo dell’Università di Tor Vergata di Roma e dell’Osservatorio sui media istituito dall’Università Bocconi di Milano.

È socio fondatore e consigliere dell’Eurispes, Cavaliere di Gran Croce della Repubblica, direttore editoriale di Giornalisti Europei, un settimanale da lui ideato”.

Alla famiglia il nostro personale cordoglio.

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