Civita Castellana – Fondazione Carnevale: “Debiti per oltre 91mila euro, il comune controllava ogni atto”

Nel lungo documento diffuso alla stampa, la Fondazione ricostruisce i rapporti con il comune negli ultimi mesi

CIVITA CASTELLANA – La Fondazione Carnevale Civitonico Ets interviene dopo l’incontro pubblico del 14 maggio tra i candidati a sindaco per le elezioni comunali del 2026, chiarendo la propria posizione sulla gestione economica e organizzativa delle ultime edizioni del Carnevale civitonico.

Secondo quanto comunicato dal consiglio di amministrazione, al 18 maggio 2026 la situazione debitoria complessiva ammonterebbe a oltre 91mila euro: 13.290,25 euro riferiti all’edizione 2025 e 78.058,30 euro per il Carnevale 2026, cifra che comprende anche il recupero della sfilata del 22 febbraio scorso. Una decisione che, sostiene la Fondazione, sarebbe stata “voluta dal sindaco e dall’amministrazione” e invece “osteggiata dal Cda”, perché comportava costi superiori ai 50mila euro.

Nel lungo documento diffuso alla stampa, la Fondazione ricostruisce i rapporti con il comune negli ultimi mesi. In particolare viene citata la delibera di giunta n. 164 del 29 settembre 2025, con la quale l’amministrazione guidata dal sindaco Luca Giampieri avrebbe stabilito di supportare e controllare l’attività amministrativa e contabile della Fondazione, arrivando – secondo il Cda – a “commissariarne di fatto l’operato”.

La Fondazione sottolinea inoltre come, dopo le dimissioni dell’assessore Simonetta Coletta dalla gestione del Carnevale 2026, la delega sia passata direttamente al sindaco attraverso il decreto sindacale n. 28 del 22 dicembre 2025.

Nel comunicato vengono elencati anche gli stanziamenti economici deliberati dal comune. Con la delibera n. 7 del 15 gennaio 2026, l’amministrazione avrebbe assegnato alla Fondazione 74.247,87 euro, di cui 50mila previsti dallo statuto dell’ente e oltre 24mila euro provenienti dal ministero della Cultura.

Secondo il Cda, l’amministrazione comunale avrebbe seguito passo dopo passo l’organizzazione dell’evento, partecipando alle riunioni operative svolte in municipio tra novembre e dicembre 2025 e approvando il progetto artistico 2026 con la delibera di giunta n. 230 del 24 dicembre 2025.

La Fondazione evidenzia anche che i preventivi relativi a Siae, sicurezza, Croce rossa e altri servizi furono trasmessi all’ufficio Sport e Turismo già il 9 gennaio 2026 “senza ricevere alcuna osservazione o parere negativo”.

Tra i passaggi più delicati del comunicato c’è quello relativo ai pagamenti ai fornitori: il Cda afferma che il 19 gennaio 2026 i pagamenti elettronici relativi alle edizioni 2025 e 2026 sarebbero stati effettuati dal presidente della Fondazione negli uffici comunali e alla presenza del dirigente dell’area economico-amministrativa Marco Tomassetti.

La Fondazione ricorda inoltre di aver espresso formalmente la propria contrarietà al recupero della sfilata rinviata dell’8 febbraio, sostenendo che ogni uscita del Carnevale 2026 avesse costi superiori ai 50mila euro e che il fondo di dotazione concesso dal comune fosse insufficiente.

Nel documento si sottolinea anche come, negli anni precedenti alla pandemia Covid, i contributi comunali destinati al Carnevale fossero “nettamente superiori” rispetto a quelli concessi per le edizioni 2025 e 2026, pur in assenza degli attuali costi per sicurezza e prescrizioni imposte dagli enti competenti.

Infine, il Cda riferisce di aver inviato al sindaco, tra aprile e maggio 2026, tutta la documentazione richiesta relativa al bilancio 2025, alle spese del Carnevale 2026 e agli estratti conto bancari aggiornati. La Fondazione contesta però la richiesta di “deposito a vista” dei documenti contabili, ritenendola in contrasto con la normativa vigente.

La conclusione del comunicato è un invito rivolto ai consiglieri comunali e ai cittadini affinché prendano visione della documentazione contabile depositata agli atti dell’amministrazione comunale.