Civita Castellana torna la “Stalingrado della Tuscia”: Corazza trionfa (60 a 40) e Forza Italia consegna la città alla sinistra

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Corazza attende i dati definitivi ma già si esulta a Civita, con il centrodestra che ha consegnato su un piatto d’argento la vittoria al centrosinistra, che torna dopo anni di assenza nella sua antica roccaforte rossa

CIVITA CASTELLANA – I numeri dello spoglio parlano chiaro e non lasciano spazio ad appelli: con oltre 5700 schede scrutinate su 6700, il verdetto è ormai scolpito nella pietra. Danilo Corazza vola verso la fascia tricolore sfiorando il 60% delle preferenze (58,32%), mentre Claudio Parroccini si ferma a un laconico 41,68%.

Un divario incolmabile che sancisce un fatto politico inequivocabile: con un colpo di spugna netto, Civita Castellana torna a essere la roccaforte rossa, la storica “Stalingrado” della Tuscia, cancellando in una sola notte anni di amministrazione di centrodestra.

Ma se il Partito Democratico e il centrosinistra oggi festeggiano, l’analisi politica impone una lettura spietata dei fatti: più che una vittoria della sinistra, questo è il compimento del suicidio perfetto del centrodestra. Una disfatta le cui responsabilità hanno nomi e cognomi ben precisi.

Il capolavoro al contrario di Forza Italia

A consegnare letteralmente le chiavi della città nelle mani della sinistra è stata, senza mezzi termini, la strategia di Forza Italia. Lungi dall’essere il collante di un tempo, il partito azzurro ha innescato una guerra di trincea fatta di veti, ripicche e bracci di ferro che ha finito per logorare la coalizione fino a spezzarla.

I cittadini hanno assistito per mesi a un teatrino in cui gli alleati si trattavano come i peggiori avversari. E l’elettorato, come avevamo ampiamente previsto, non perdona la confusione. Il risultato di Parroccini al ballottaggio dimostra che quando le appartenenze diventano liquide e le coalizioni si sfaldano, la fiducia crolla. Forza Italia ha giocato al rialzo, e il risultato è stato far stendere il tappeto rosso al ritorno del centrosinistra.

Da domani niente sarà più come prima

La caduta di Civita Castellana non è una semplice sconfitta elettorale. È la deflagrazione di una bomba politica. Da domani, la “resa dei conti” nel centrodestra si allargherà a macchia d’olio in tutta la Tuscia. Chi ha sfasciato l’alleanza dovrà risponderne, e chi non è stato in grado di difenderla farà i bagagli.

Nel frattempo, la “Stalingrado della Tuscia” è tornata. E il centrodestra, ancora una volta, ha dimostrato che il suo peggior nemico è se stesso.