Regione Lazio – Corrotti e Bonini (Lega): “Cep con buco da 8 milioni”. Nella società lavorava Arianna Bellia, neoassunta in Regione

Ormai sulla Pisana non passa giorno senza che emergano storie a dir poco sconcertanti. Nicola Zingaretti travolto dagli eventi

ROMA – L’assessore di San Cesareo, nel doppio ruolo di controllante e dipendente dell’allegro Consorzio, vista la malparata si getta sul posto fisso alla Pisana grazie alla “graduatoria dei miracoli” di Allumiere.

Altro scandalo targato PD. Crack finanziario e fuga verso il posto fisso grazie alla “graduatoria dei miracoli” di Allumiere.

La società C.E.P. S.p.A, la partecipata a capitale interamente pubblico dei Comuni di Artena, Bellegra, Casape, Cave, Colonna, Gallicano nel Lazio, Genazzano, Labico, Palestrina, Percile, Poli, Rocca di Cave, Rocca Priora, Roiate, Zagarolo per la gestione delle entrate tributarie ed extratributarie e di altri servizi di supporto alle funzioni istituzionali dei Comuni soci, ha un buco da 8 milioni di euro e rischia di rovinare le finanze di 14 comuni.

L’assessora di San Cesareo, Arianna Bellia, dipendente della società, fiuta il pericolo e corre verso il posto fisso in regione.

Il crack finanziario della Cep ce lo spiega in un comunicato il consigliere regionale della Lega Laura Corrotti: “Il Consorzio enti pubblici che gestisce le entrate tributarie ed extra tributarie di ben quattordici comuni dell’area prenestina, nella provincia sud di Roma, va verso un debito di ben otto milioni di euro che mette in ansia un’intera popolazione con grosse ripercussioni per le casse dei municipi.

Una situazione di criticità – continua la Corrotti in una nota congiunta con il consigliere di Zagarolo Marco Bonini – già evidenziata nel 2019 dal Collegio dei revisori dei Conti del comune di Zagarolo che ha evidenziato come il Consorzio trattenga soldi dei cittadini: una gestione targata Pd già criticata più volte per le sue spese, sia per la sede a Zagarolo che è costata quasi due milioni di euro sia per varie consulenze, ma che oggi va verso il crack e rischia di trascinare con se migliaia di cittadini che rientrano nella sua area di competenza.”

L’affidamento al Cep per le ingiunzioni fiscale da parte del comune di San Cesareo ha fatto molto discutere.

Soprattutto per la presenza di una protagonista della “graduatoria dei miracoli” di Allumiere.

Che in questa vicenda è entrata, incredibilmente, in scena con il doppio ruolo di assessore che ha affidato l’incarico ad una società e dipendente della società stessa.

Parliamo di Arianna Bellia che, avendo contezza del dissesto finanziario della società di cui è stata dipendente fino a qualche giorno fa, ha tentato (con successo) il colpaccio con il “concorsone” di Allumiere riuscendo ad entrare nella graduatoria degli idonei con il magico voto “74” che gli ha permesso l’ingresso il Consiglio regionale. In virtù del suo ricco curriculum si occuperà di “Assistenza tecnico-legislativa”.

Il “pasticciaccio” brutto dell’affidamento diretto al Cep per le ingiunzioni fiscali è avvenuto l’11 dicembre 2019 con determina dirigenziale n. 172. Anche sorvolando sulle violazioni amministrative e contabili poste in essere in questa vicenda, è emerso un quadro preoccupante in cui nell’operato dell’amministrazione di San Cesareo l’interesse privato ha avuto la meglio sull’interesse pubblico, dal momento che il servizio è stato affidato direttamente ad una società in cui all’epoca lavora a pieno regime un membro della Giunta che ha deliberato l’atto di indirizzo: l’Assessore al Bilancio Arianna Bellia. Che fino alla Win for Life di Allumiere si è trovata a “servire” due padroni: il comune e la società per cui ha lavorato e da cui ha preso uno stipendio, alimentato, in questo caso, anche dalle commesse del comune di cui è assessore e da cui riceve un’indennità di carica.

 

CURRICULUL EUROPEO Bellia Arianna

One Reply to “Regione Lazio – Corrotti e Bonini (Lega): “Cep con buco da 8 milioni”. Nella società lavorava Arianna Bellia, neoassunta in Regione”

  1. Il m5s in regione che posizione prende? Sempre in silenzio come il caso “clinica colle del Pero ” e della ex scuola “De Amicis” di Zagarolo

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