Due volti di una stessa città: la vetrina globale e il nastro locale. Le politiche giovanili regionali e la cultura (assessore Baldassarre) premiano le nostre eccellenze
Mentre a Tarquinia la politica locale consumava i propri riti tra un taglio del nastro, un brindisi di circostanza e un panino con la porchetta alla fiera delle macchine agricole del Lido, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico si scriveva una pagina di storia culturale senza precedenti.
A San Francisco, in California, l’antica e gloriosa civiltà etrusca tornava a far parlare di sé nel modo più alto e prestigioso possibile.
Non è stata l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Sposetti a esportare nel mondo l’identità della città che ha dato i natali a tre re di Roma. A tenere alto l’onore di Tarquinia sono stati invece i giovani, la passione civica e la determinazione dell’Associazione Culturale ASKA.
In un trionfo di artigianato, storia e comunicazione internazionale, Alessio Velardo e Mirko Fattori sono diventati i veri ambasciatori di un territorio che troppo spesso dimentica il proprio valore universale per ripiegare su piccole beghe di provincia.
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Il progetto ASKA e il fascino del Bucchero a San Francisco
Grazie a un ambizioso progetto sostenuto dalla Regione Lazio e da Lazio Innova, l’associazione ASKA ha partecipato all’inaugurazione della più grande mostra sulla civiltà etrusca mai organizzata negli Stati Uniti.
Il fulcro di questa straordinaria spedizione culturale è stata l’arte della “ceramica nera“, il leggendario Bucchero, tecnica principe che ha reso gli Etruschi celebri nel mondo antico e che oggi torna a incantare il pubblico contemporaneo.
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Il progetto ASKA nasce proprio a Tarquinia dal sogno di un gruppo di cittadini decisi a colmare l’insensibilità e l’immobilismo della politica locale. Luisa Ciambella e Renato Bacciardi hanno seguito con tenacia l’intero e complesso iter burocratico, affiancati da un autentico maestro dell’arte del Bucchero, l’artista della ceramica Marco Vallesi.
L’idea originaria era tanto suggestiva quanto complessa: lavorare la creta a mano direttamente sul suolo americano e cuocerla sul posto per mostrare dal vivo la magia della trasformazione in Bucchero. Quando i rigidi protocolli di sicurezza statunitensi hanno reso impossibile la cottura in loco, il team non si è arreso.
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Vallesi e i collaboratori di ASKA hanno creato nel proprio laboratorio di Tarquinia dei piccoli capolavori in ceramica nera, pezzi unici realizzati con tecniche millenarie, che oggi arricchiscono ed impreziosiscono le teche della mostra californiana.
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A dare voce a questa maestria artigiana sono stati Alessio Velardo e Mirko Fattori. I due giovani tarquiniesi hanno incantato il pubblico americano con una presentazione dell’arte del Bucchero tenuta in un inglese impeccabile. La loro padronanza linguistica e la passione nel raccontare le origini della propria terra hanno dimostrato che Tarquinia possiede risorse umane straordinarie, capaci di competere sui palcoscenici culturali più importanti del pianeta.
Un parterre internazionale per la civiltà etrusca
L’importanza dell’evento di San Francisco è testimoniata dall’altissimo livello delle autorità presenti. La delegazione italiana ha visto la partecipazione dei massimi vertici della Regione Lazio: il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca; la Vicepresidente e Assessore alle Attività Produttive, Roberta Angelilli; l’Assessore alla Cultura e al Politiche Giovanili, Simona Baldassarre.
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I rappresentanti regionali hanno preso parte a panel e tavole rotonde di alto profilo scientifico e istituzionale, confrontandosi con il Console Generale d’Italia a San Francisco Massimo Carnelos, la direttrice dell’ufficio scolastico regionale (USR) Lazio, Anna Paola Sabatini, Luisa Ciambella responsabile degli enti locali della regione Lazio, Mario Zaccagnino direttore dell’Istituto Italiano di Cultura.
Di grandissimo valore sono stati gli interventi di figure chiave della cultura statunitense, come Reneé Dreyfus, curatrice del prestigioso museo delle antichità di San Francisco (Fine Arts Museums of San Francisco), e Lisa Pieraccini, stimata docente del dipartimento di Arte e Storia dell’Università della California. Davanti a una platea così qualificata, la storia di Tarquinia e la bellezza dei suoi reperti hanno ottenuto il riconoscimento che meritano, proiettando l’antico patrimonio etrusco nel cuore pulsante della cultura accademica americana.
Il paradosso scolastico e la “figura di palta” della politica locale
Se da un lato il successo di ASKA a San Francisco riempie d’orgoglio, dall’altro non si può ignorare il sapore amaro che questa vicenda lascia sul territorio tarquiniese. Il trionfo californiano ha infatti messo in risalto, per contrasto, la grave miopia della politica culturale cittadina.
Mentre i giovani di ASKA esportavano l’eccellenza etrusca nel mondo, a Tarquinia si consumava quella che in molti hanno definito una vera e propria “figura di palta”. L’assessora comunale alla Cultura Piroli e sua sorella, direttrice didattica dell’Istituto Vincenzo Cardarelli di Tarquinia, non sono state in grado di motivare e far partecipare gli studenti locali al contest legato al progetto americano.
Il risultato di questo fallimento organizzativo è stato a dir poco paradossale. Istituti scolastici provenienti da città che non hanno una diretta tradizione etrusca alle spalle – come Civitavecchia, Roma e Sora – hanno colto l’occasione al volo. I loro studenti hanno partecipato al contest, vinto e avuto l’onore di esporre a San Francisco le proprie opere ispirate all’antichità e realizzate con l’ausilio delle moderne tecnologie.
Per Tarquinia, patria indiscussa della civiltà etrusca e sede di una delle necropoli più importanti del mondo, si è trattato di un’occasione sprecata in modo imperdonabile. La mancata partecipazione delle scuole locali ha privato i giovani tarquiniesi di una vetrina internazionale unica, a causa dell’incapacità delle istituzioni scolastiche e comunali di fare rete e di valorizzare le proprie radici.
La Tarquinia che non si arrende
Il successo straordinario dell’Associazione ASKA ha comunque bilanciato questa grave mancanza. Da una parte resta l’immagine di una politica “porchettara”, concentrata su piccoli eventi di richiamo locale e distratta rispetto alle grandi opportunità di sviluppo culturale. Dall’altra c’è una Tarquinia che non si arrende all’inerzia politica e che, grazie all’impegno di privati cittadini e appassionati, continua a portare alta la bandiera della propria storia millenaria.
Il viaggio del Bucchero a San Francisco dimostra che quando la passione si unisce alla competenza, nessun traguardo è precluso. Tarquinia ha dimostrato al mondo di essere ancora la capitale morale della civiltà etrusca, non per merito di chi la amministra, ma di chi, con orgoglio e dedizione, ne custodisce e ne promuove l’eredità nel mondo.






