Grande partecipazione allo Spazio Attivo di Lazio Innova per il forum “Dalla Rete al Territorio”. Presentate le linee guida del Manifesto che sarà svelato il 12 e 13 giugno a San Martino al Cimino
VITERBO – Una sala piena, un dibattito partecipato e una fitta tavola rotonda di idee per ripensare il futuro urbano. Si è tenuto questo pomeriggio presso lo Spazio Attivo di Lazio Innova a Viterbo l’incontro “Dalla Rete al Territorio: Risultati e Nuove Strategie per le Città Ideali”. Un appuntamento che, come sottolineato in chiusura, si è rivelato esso stesso una perfetta messa in pratica del concetto di “Città Ideale”: un luogo di incontro, confronto e scambio di visioni volte a far crescere la società.
Ad aprire idealmente i lavori è stato il saluto scritto del vicesindaco e assessore alla cultura di Viterbo, Alfonso Antoniozzi, letto ai presenti: «Torna a essere fulcro della discussione il concetto di città ideale, nonostante un ovvio anacronismo. La Tuscia è la sede ideale per ricominciare a pensare a una città, un luogo dove urbanistica, ambiente e società tornino finalmente a dialogare».
Un sogno che fa progettare le comunità
A fare gli onori di casa è stato Giulio Curti (Lazio Innova): «Sono queste le iniziative che ospitiamo più volentieri. Città Ideali è un sogno che ambisce a fare riflettere e progettare, insieme alle amministrazioni, un vivere migliore per tutta la comunità». Curti ha inoltre anticipato i prossimi passi della rete: «Il Manifesto, che sarà presentato ufficialmente il 12 e 13 giugno e che porta la grande impronta scientifica dell’archeologo e ricercatore Gianpaolo Serone, vuole promuovere proprio questo: spiegare cosa significhi “Città ideale” e come applicarlo oggi. L’incontro di quest’anno serve a ricevere input dai presenti, perché è sul protagonismo dei cittadini che si basa una città ideale».
Sulla rapidità dello sviluppo del progetto si è espressa la presidente di Human Connection APS, prima promotrice dell’iniziativa Giulia Marchetti: «È sorprendente come il nostro progetto abbia ramificato così velocemente da una dimensione locale a una vera e propria rete, che coinvolge realtà come Sabbioneta e attira l’interesse europeo. San Martino, il nostro “centro”, dimostra come questo concetto attiri ancora oggi nuovi residenti da città lontane, che lo scelgono per una vita più vera e tranquilla. Alla base di tutto ci sono le connessioni umane».
Da San Martino al Cimino una lezione di storia e urbanistica
L’intervento dell’archeologo Gianpaolo Serone ha tracciato un affascinante parallelo storico, partendo dall’attualità: «A San Martino da qualche anno è nato uno spazio, un’officina di resistenza che permette alle idee di sbocciare. San Martino nasce per l’uomo come esempio di città ideale a livello europeo. Nel Rinascimento architetti di enorme fama realizzarono qualcosa di inimmaginabile, riammodernando e abbracciando una meravigliosa abbazia cistercense, il tutto finanziato dal Papa e da Donna Olimpia».
Serone ha spiegato che il luogo fu scelto per accogliere il flusso dei pellegrini della via Francigena e che ha anticipato la grande architettura popolare inglese con le sue caratteristiche villette a schiera sul pendio montano: «L’uomo è intervenuto trasformando l’ambiente ma abbracciandone le forme. Questo ci insegna a tornare sui nostri passi, rimettendo il cittadino al centro del pensiero. Perché questo passaggio ‘dalla città di Dio alla città degli uomini’? Perché ricorrono gli 800 anni dell’abbazia di San Martino. La città può e deve far tornare al centro la condivisione».
Le istituzioni e lo sviluppo turistico
Impossibilitato a partecipare di persona, il sindaco di Sabbioneta Marco Pasquali ha voluto essere presente con un videomessaggio, delineando gli obiettivi futuri: «Il nostro ruolo nella rete è quello di coinvolgere il maggior numero di città possibili che abbiano i requisiti di Città Ideali. Il fine ultimo è la valorizzazione e la creazione di un luogo dove l’uomo possa crescere e svilupparsi».
Subito dopo, Luca Balletti, in veste di rappresentante locale di Federalberghi, ha evidenziato le enormi potenzialità economiche del progetto: «Federalberghi ha già espresso grande interesse. Non posso ignorare cosa possa rappresentare a livello turistico una rete di carattere nazionale ed europeo. Condivisione di conoscenze e idee sono la base per lo sviluppo di un turismo sostenibile legato a eventi, festival e percorsi che ricalchino i modelli delle Città Ideali».
Il dibattito si è poi arricchito con gli interventi del pubblico e di figure chiave del territorio, tra cui Marco De Carolis (Coordinatore del dipartimento turismo della Regione Lazio) e il docente dell’Università degli Studi della Tuscia Jurji Filieri, architetto.
Prossimo appuntamento a giugno
Spenti i riflettori sull’incontro pomeridiano di via Faul, l’attenzione si sposta ora sul grande evento principale. L’appuntamento è fissato per il 12 e 13 giugno 2026 presso il Balletti Park Hotel di San Martino al Cimino, giornate in cui verrà presentato il Manifesto ufficiale e che vedranno la partecipazione di numerosi ospiti di calibro nazionale.


