TARQUINIA C’è chi la considera una soluzione necessaria per affrontare l’emergenza rifiuti estiva e chi, invece, la vede come l’ennesima scelta destinata a peggiorare il volto del lido. La nuova ecoarea temporanea prevista in viale Cristoforo Colombo continua infatti a far discutere e la polemica, giorno dopo giorno, si fa sempre più accesa.
A scatenare le proteste è soprattutto la posizione individuata per il sito di conferimento dei rifiuti: a pochi passi dal lungomare e a ridosso delle abitazioni. Una decisione che molti residenti definiscono incomprensibile, soprattutto in una zona che vive di turismo e che durante l’estate è già alle prese con problemi di traffico, parcheggi insufficienti e servizi spesso sotto pressione.
Sui social e tra i cittadini circola ormai da giorni una petizione online lanciata da Fernando Delle Monache per chiedere il blocco del progetto. Secondo il promotore, trasformare un’area così vicina al mare in punto di raccolta dei rifiuti rischia di rappresentare un colpo durissimo per l’immagine del lido. Le firme verificate, per dire di no, sono già quasi 150.
Tra le critiche più frequenti c’è quella relativa alla perdita di posti auto. L’ecoarea dovrebbe infatti sorgere in uno spazio oggi utilizzato come parcheggio, eliminando circa dieci stalli in una delle zone più frequentate della costa. Un dettaglio che, con l’arrivo della stagione balneare, viene considerato da molti residenti tutt’altro che secondario.
A preoccupare è anche l’impatto ambientale e sanitario. La vicinanza alla spiaggia e alle case alimenta timori legati a cattivi odori, degrado e possibili disagi durante i mesi più caldi, quando il quartiere si riempie di turisti e seconde case.
Ma il punto che più infiamma la contestazione è il messaggio che questa scelta rischia di trasmettere. In tanti si chiedono come sia possibile pensare di valorizzare il litorale e allo stesso tempo collocare un’area rifiuti a pochi metri dal mare. Una contraddizione che, secondo i contrari al progetto, rischia di trasformarsi in un boomerang per l’immagine della città.
L’amministrazione continua a difendere l’intervento sostenendo che si tratti di una struttura temporanea e a basso impatto visivo. Argomenti che però, almeno per ora, non sembrano aver placato le proteste.

