Tarquinia soffocata dall’erba e dai rifiuti: la città dimenticata da un sindaco agronomo

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Non solo erba ma anche rifiuti, l’amministrazione si appresta ad accogliere la prima orda di turisti per la “fieretta del trattore e dei bangladini”

TARQUINIA – Erba alta ovunque, marciapiedi impraticabili, rotatorie trasformate in giungle, aiuole che sembrano praterie abbandonate, rifiuti sparsi come se nessuno fosse mai passato a pulire. È questa l’immagine desolante che offre oggi Tarquinia, alla vigilia della stagione turistica.

A denunciarla con forza sono i consiglieri comunali d’opposizione di Fratelli d’Italia, Luigi Serafini e Betsi Zacchei, in un’interrogazione che rappresenta un vero e proprio atto d’accusa contro l’Amministrazione Sposetti.

Un paradosso grottesco, se si considera che il sindaco è un agronomo. Sì, proprio così: un esperto di verde e ambiente a capo di una città soffocata… dal verde fuori controllo. La beffa è servita: ci si aspetterebbe che almeno su questo tema l’Amministrazione avesse un piano, una visione, quantomeno un decespugliatore in funzione. E invece nulla. “Rotatorie con erba alta oltre il metro e mezzo rendono le strade pericolose e invisibili agli automobilisti. Un pericolo reale per chi guida e una vergogna agli occhi dei turisti”, scrivono i consiglieri.

Il degrado, secondo loro, non risparmia nessun’area: dal centro storico alle periferie, dai parcheggi pubblici – come quello di Via delle Croci – invasi nuovamente dalle erbacce, alle zone del lido, dove l’erba ha ormai sepolto perfino gli spazi destinati alla sosta.

Il quadro è aggravato dal totale immobilismo dell’Amministrazione comunale, che – secondo l’interrogazione – non avrebbe messo in atto alcun intervento significativo di manutenzione del verde nelle ultime settimane. Nemmeno i vecchi strumenti adottati in passato, come le ordinanze per obbligare i privati a ripulire le loro aree, sarebbero stati ripresi.

Ma ciò che sconcerta di più è l’apparente mancanza di visione e reazione da parte del Comune. “Se l’Amministrazione non è in grado di gestire una semplice questione di sfalcio dell’erba – commentano con amarezza alcuni residenti – cosa succederà quando ci troveremo di fronte a vere emergenze?”

Nel frattempo, tra rovi e rifiuti, la città si prepara ad accogliere i turisti. E chissà che il sindaco agronomo non stia solo aspettando che tutto diventi… un orto botanico spontaneo.