Roma – Scende ad aiutare incidentati e viene travolto da auto in corsa: guardia giurata perde la vita sul raccordo

Antony Josue aveva 35 anni e si era fermato per aiutare le persone rimaste coinvolte in uno scontro

ROMA – Si chiamava Antony Josue, aveva 35 anni ed era una guardia particolare giurata l’uomo morto all’alba di domenica sul Grande raccordo anulare di Roma dopo essersi fermato per prestare soccorso a un automobilista in difficoltà. Romano, sposato e padre di due figli piccoli, stava rientrando a casa dopo il turno di lavoro quando si è trovato davanti a una scena di incidente e ha deciso di intervenire.

All’altezza dell’uscita Tuscolana, sulla carreggiata interna dell’A90, un’auto aveva perso il controllo ribaltandosi. Josue, insieme a un altro automobilista di passaggio, si è fermato per aiutare le persone rimaste coinvolte. Durante le operazioni di soccorso, però, è sopraggiunta un’altra vettura che lo ha travolto in pieno, uccidendolo sul colpo, prima di urtare anche un altro mezzo in transito.

Immediato l’allarme ai soccorsi. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Tre persone sono rimaste ferite in modo non grave e sono state trasportate in ospedale in codice giallo, mentre gli occupanti dell’auto ribaltata sono usciti illesi. I veicoli coinvolti sono stati sequestrati per consentire gli accertamenti.

La polizia stradale ha effettuato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, mentre la notizia ha suscitato profondo cordoglio. Il Sindacato Autonomo Vigilanza Guardie Giurate ha espresso vicinanza alla famiglia, ai colleghi e agli affetti della vittima, ricordandone l’impegno e il senso del dovere.

La tragedia si inserisce in un quadro già drammatico per la sicurezza stradale nella capitale e provincia: poche ore prima, un altro incidente mortale si era verificato a Nettuno, costando la vita a un uomo di 46 anni. Con questi ultimi episodi, sale a 43 il numero delle vittime sulle strade romane dall’inizio del 2026, una media che continua a restare allarmante.