La stampella di Forza Italia verso la prima cittadina diventa ufficiale e prova a blindare il futuro del movimento Viterbo2020, ormai sempre più politico e meno civico
VITERBO – C’è chi continua a parlare di percorso naturale, di valori condivisi e di bene comune. E poi ci sono i fatti. E i fatti raccontano che il patto tra Chiara Frontini e Forza Italia è ormai una realtà politica consolidata, destinata a proiettarsi ben oltre Palazzo Gentili e con lo sguardo già rivolto alle comunali del 2027.
La conferenza stampa andata in scena oggi ha avuto il sapore di una verifica politica dopo le provinciali, ma soprattutto quello di una consacrazione pubblica di un rapporto che il sindaco di Viterbo e il presidente della Provincia Alessandro Romoli rivendicano apertamente da due anni.
A certificare la solidità dell’intesa sono stati gli stessi protagonisti. “La nostra è Chiara, di nome e di fatto”, ha dichiarato Romoli, assicurando che Forza Italia continuerà a sostenere il sindaco “a prescindere” e senza chiedere nulla in cambio.
Parole che arrivano proprio mentre Elpidio Micci, consigliere comunale eletto con Forza Italia e fino a oggi all’opposizione, entra ufficialmente nella maggioranza Frontini senza deleghe, suggellando un asse che appare ormai destinato a caratterizzare gli ultimi due anni di mandato.
Una scelta che difficilmente passerà inosservata tra quel che resta dell’elettorato azzurro viterbese, storicamente collocato nel centrodestra e sempre più chiamato a fare i conti con una linea politica che vede il partito sostenere in maniera organica un’amministrazione civica spesso distante dalle posizioni della coalizione che governa Regione Lazio e Paese.
Ma il passaggio più significativo della giornata è stato forse quello che riguarda Palazzo Gentili.
Maria Rita De Alexandris, eletta alle provinciali nella lista Tuscia Centristi Azzurri Civici, lascerà infatti il proprio seggio per consentire l’ingresso del vicesindaco di Blera Francesco Ciarlanti, storico esponente di Forza Italia rimasto inizialmente escluso dal nuovo Consiglio provinciale. Una scelta che da settimane veniva considerata quasi scontata negli ambienti politici e che oggi ha trovato una sostanziale conferma.
“Maria Rita si è dimostrata un gigante in un mondo di nani”, ha detto Chiara Frontini, ringraziando la consigliera per aver deciso di mettere da parte “la propria individualità per il bene del movimento e della comunità”.
Parole che la stessa De Alexandris ha confermato senza esitazioni.
“Prima di tutto voglio blindare la mia sindaca – ha dichiarato – ma voglio sottolineare anche l’affetto che provo per Alessandro Romoli. Lascio il posto a una persona che stimo come loro”.

Tradotto: la pelle politica di Maria Rita De Alexandris è stata sacrificata sull’altare dell’alleanza tra Viterbo 2020 e Forza Italia. Un prezzo evidentemente ritenuto necessario per cementare un rapporto che guarda già alle prossime amministrative. Non trascurabile, anche un altro fattore: De Alexandris era stata una delle poche donne elette in provincia, e per il merito di aver preso numerose preferenze.
Del resto, nessuno dei protagonisti ha più fatto mistero delle proprie intenzioni.
“Provincia e Comune confermano un percorso maturato”, ha spiegato Frontini, mentre Romoli ha ribadito che quella con il sindaco è una collaborazione basata su “umanità” e “bene comune”.
Eppure, se da una parte il presidente della Provincia continua a rivendicare l’appartenenza di Forza Italia al centrodestra, dall’altra le immagini e le dichiarazioni della giornata raccontano un partito sempre più legato al progetto civico della sindaca di Viterbo.
Il vicesegretario provinciale Giuseppe Fraticelli ha provato a respingere le accuse di crisi, rivendicando numeri sostanzialmente invariati rispetto alle provinciali del 2024 e sostenendo che senza la lista unitaria il partito avrebbe conquistato due consiglieri.
Ma al di là delle statistiche, il dato politico appare ormai evidente: Forza Italia ha scelto definitivamente il Patto Civico di Chiara Frontini come proprio approdo privilegiato.
Una scelta che Maurizio Gasparri ha benedetto richiamando l’articolo 75 dello statuto del partito, quello che consente patti federativi con associazioni e movimenti civici compatibili con i valori azzurri.
Se qualcuno aveva ancora dubbi, la conferenza di oggi li ha definitivamente dissipati.
L’asse Romoli-Frontini non è più un esperimento, è un verità che canta su carta, con tanto di firma a suggellarlo.
È un progetto politico. E, con ogni probabilità, rappresenta già il primo mattone della partita che porterà al 2027.


