Roma – Il momento nero di Sigfrido Ranucci: l’amico indagato per la bomba, l’agente per la truffa

sigfrido ranucci report

ROMA – Per Sigfrido Ranucci si apre una fase complicata, fatta di ombre che si allungano proprio sulle persone a lui più vicine. Due vicende giudiziarie, distinte ma quasi parallele nel tempo, riguardano infatti due figure centrali nella vita del conduttore di Report: l’amico storico Valter Lavitola e l’agente che gestisce i suoi spettacoli teatrali, Fabio Censi.

Il primo fascicolo, il più pesante, riguarda l’attentato dinamitardo compiuto la sera del 16 ottobre 2025 sotto l’abitazione di Ranucci a Pomezia-Torvaianica, quando un ordigno esplosivo danneggiò gravemente due auto, il cancello e il muro perimetrale della casa. Secondo il decreto di perquisizione firmato dal pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, Edoardo De Santis, l’indagine ha ricostruito una catena di responsabilità che porterebbe fino a Lavitola, individuato come il mandante dell’azione. L’uomo, secondo gli inquirenti, avrebbe incaricato un intermediario di reperire gli esecutori materiali e l’esplosivo, poi effettivamente utilizzato per far detonare l’ordigno davanti all’abitazione del giornalista. Gli inquirenti contestano agli indagati anche l’aggravante del metodo mafioso e il concorso di più persone. Le intercettazioni telefoniche e la ricostruzione delle cosiddette “celle telefoniche” avrebbero permesso di collegare Lavitola a un sopralluogo compiuto nei pressi della casa di Ranucci circa un mese prima dell’attentato, oltre che al successivo trasferimento all’estero di uno dei presunti esecutori.

Il secondo fronte giudiziario, del tutto diverso ma altrettanto delicato, coinvolge Fabio Censi, agente ed ex manager del comico romano Maurizio Battista, nonché vicesindaco del piccolo comune di Canterano, nell’Alta Valle dell’Aniene il cui sindaco, Giorgio Catarinozzi è vicino a Fratelli d’Italia. La Procura di Roma, con il pubblico ministero Luca Guerzoni, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti sia di Censi sia dello stesso Battista, protagonisti di una vicenda che si è trasformata in un duplice procedimento incrociato.

A Censi viene contestata una truffa aggravata: avrebbe utilizzato scritture private con firme non autentiche di Battista per far subentrare la propria società, la LML Group, nei contratti relativi agli spettacoli teatrali dell’artista al Teatro Olimpico di Roma. In questo modo, secondo l’accusa, tra il 2023 e il 2026 avrebbe incassato somme per circa 1.915.000 euro destinate al comico, prelevandone oltre 750.000 per uso personale.

Di segno opposto, ma nello stesso fascicolo, l’accusa mossa a Battista: oltre cento pubblicazioni sui social nelle quali, con toni sempre più espliciti, avrebbe diffamato pubblicamente Censi, arrivando a coinvolgere anche l’amministrazione comunale di Canterano con una email indirizzata al sindaco e ai consiglieri.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Censi per sapere se, la vicenda “bomba” abbia in qualche modo “danneggiato” anche gli appuntamenti (tanti) che il giornalista Rai ha nelle piazze italiane con il suo spettacolo semi teatrale “Diario di un trapezista”.

“Gli spettacoli vanno bene, anzi strabene – ci dice Censi – non è vero che ci sono stati dei cali in termini di spettatori”.

La risposta era legata al fatto che, come risulta a La Verità, lo spettacolo previsto il 20 luglio prossimo al Teatro Romano di Ferento a Viterbo, sia piuttosto fiacco al botteghino.

Gli abbiamo chiesto anche di sapere quanto costi, agli organizzatori, lo spettacolo di Ranucci che lui propone: “Queste cose non si chiedono. Un giornalista queste cose non dovrebbe chiederle. Il costo è top secret. Devo sapere dove si fa, come si fa, quante persone ci sono…”.

Scopriamo dunque che il giornalista che spiattella tutto (e fa bene) l’unica cosa che tiene segreta è il costo del suo spettacolo.

Tornando a Lavitola e Censi. Due vicende scollegate tra loro sul piano giudiziario, ma che si sommano nello stesso momento nella vita professionale e personale di Ranucci, già segnata dalle conseguenze mediatiche e politiche dell’attentato subito.

Il conduttore, diventato negli ultimi mesi un simbolo per una parte dell’opinione pubblica, si trova ora a fare i conti con le difficoltà giudiziarie di due persone a lui legate da rapporti di fiducia personale e professionale. Resta da capire quali sviluppi avranno entrambi i procedimenti, ancora nella fase delle indagini preliminari, e quale ulteriore impatto potranno avere sull’immagine pubblica del giornalista nelle prossime settimane.