Civitavecchia Porto – Corte dei Conti “chiama”, AdSP “risponde”. Bloccati tutti gli ad personam e indennità oggetto del contendere

I presidenti riusciranno a dimostrare la loro buona fede mentre per il personale, visto il precedente “Grasso”, sarà sottoposto al recupero coatto delle somme? (forse)

CIVITAVECCHIA – Giornata movimentata quella di ieri a Molo Vespucci. Il nostro articolo sulla richiesta di invito a dedurre promossa dalla Corte dei Conti, aiutata in questo caso da due persone sulle quali ci sarà molto da scrivere, Gianluca Laganà (presidente del collegio dei revisori dei conti) e dell’avvocato Paolo Salvatori, giuslavorista di Roma che mise le mani anche sulla PAS (Port Authority Security).

La Corte dei Conti del Lazio ha contestato a diverse persone (mandano una cortese letterina), con ruoli e mansioni diverse, che hanno lavorato e lavorano all’interno dell’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centro Settentrionale, l’invito a dedurre su un presunto danno erariale di circa 1,5 milioni di euro con riferimento agli ultimi cinque anni di gestione dell’ente.

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La Procura Regionale del Lazio della Corte dei Conti ha contestato a presidenti, segretari generali, componenti dei comitati di gestione dell’Adsp gli emolumenti ad personam ed indennità che, secondo i magistrati contabili, sarebbero stati indebitamente percepiti negli ultimi 5 anni da 16 dipendenti di Molo Vespucci.

Di queste sedici persone, una è venuta a mancare non molto tempo fa mentre un altro è andato in pensione da tempo. Sono rimasti in quattordici. Ad alcuni di loro il nuovo presidente Pino Musolino aveva già adottato dei provvedimenti di sospensione e per gli altri erano in corso le procedure.

L’iniziativa dei magistrati contabili ha accelerato l’azione del segretario generale Paolo Risso che, senza indugio, ha trasmesso via Pec o raccomandata la lettera ai dipendenti dell’immediata cessazione degli ad personam e degli emolumenti aggiuntivi.

I dipendenti al centro dell’esame della Corte dei Conti, indirizzata nel lavoro dalla splendida performance del presidente del collegio dei revisori dei conti, Gianluca Laganà, risultano essere: Valentina Arcadi (euro 16.886,01); Lucrezia Bellu (euro 208.000); Ferruccio Bonaccioli (euro 75.000 andato in pensione); Giuditta Bonifazi (euro 387.108,80); Claudio Cardaio (euro 162.500); Sacha Campo (euro 32.250); Giuseppe Faluschi (euro 39.000); Giorgio Fersini (euro 39.000); Francesca Foti (euro 162.500); Maria Grazia Grimaldi (euro 39.000); Gabriella Giacomantonio (euro 22.750); Vittorio Lauro (euro 27.000); Raffaele Lomartire (euro 27.000); Alessia Pierucci (euro 62.000); Carlo Sisti (euro 97.500); Davide Sansonetti (euro 45.000, deceduto).

Alcuni di questi la procedura di sospensione, come detto, era già stata adottata e, adesso, estesa a tutti gli altri.

Ora si pone un problema davvero pesante per la Corte dei Conti e per l’AdSP di Civitavecchia.

L’ex presidente Francesco Maria di Majo tempo fa aveva sospeso gli ad personam ed emolumenti al responsabile delle relazioni esterne Massimiliano Grasso.

Azione messa in atto dall’avvocato giuslavorista Paolo Salvatori e dalla sua società che appare e scompare in più circostanze dal nome “inquietante” Ma.Tè.ria.

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Questo professionista ha presentato due relazioni diverse tra loro ma, quella che oggi è oggetto del contendere, sembra sia svanita nel nulla. Parliamo dell’originale ovviamente. Non si trova. Non è dove dovrebbe essere. Lui trattò la vertenza con Grasso. Parliamo di Salvatori che, in quel periodo, mise le mani anche nella società di vigilanza armata interna PAS (Port Authority Security).

Se vale lo stesso metro di giudizio adottato per il dipendente Massimiliano Grasso, costretto a restituire tutte le somme erogate, anche gli altri saranno sottoposti allo stesso procedimento. Se così non dovesse essere, Grasso dovrebbe essere risarcito di una somma rilevante.

Nel frattempo, abbiamo raggiunto telefonicamente Gianluca Laganà, presidente del collegio revisori AdSP Mar Tirreno Centro Settentrionale, per chiedergli come mai, nelle sue corpose relazioni presentate alla Corte dei Conti e nelle sue relazioni di bilancio, non abbia mai fatto riferimenti a questa vicenda.

Non ci ha voluto rispondere! Abbiamo cercato di contattarlo anche questa mattina ma con scarsa fortuna. Non risponde più al telefono.

Il vice procuratore generale Gaia Palmieri ha inviato un invito a fornire deduzioni, perché in fase prettamente istruttoria e nel termine ultimo di 60 giorni, anche agli ex presidenti Pasqualino Monti e Francesco Maria di Majo. All’attuale numero uno di Molo Vespucci, Pino Musolino, al suo segretario generale Paolo Risso. Al predecessore di Risso, Roberta Macii e ai componenti degli ultimi due comitati di gestione Vincenzo Leone, Matteo Africano, Francesco Fortunato, Roberto Fiorucci, Pino Lotto e Vincenzo Scotti.

Altra cosa assai bizzarra l’esclusione dalle responsabilità materiali “accollate” ai membri del Comitato di Gestione e sorvolate, perdonate, ai rappresentanti della Capitaneria di Porto. Insomma di argomenti per discutere ce ne sono molti. Va capito perché le relazioni dell’avvocato giuslavorista Paolo Salvatori sono due. In una ci sono dei nomi, nell’altra improvvisamente scompaiono. Pino Musolino dovrà chiedere ai suoi uffici come sia possibile che, la relazione su cui si fondano le accuse a Grasso, è sparita nel suo originale.

– Segue

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