Viterbo – Carcere, altra aggressione a un agente: un mese di prognosi e proteste dei sindacati

Accaduto “inaccettabile” per Fns Cisl Lazio che torna a chiedere interventi risolutivi per la casa circondariale viterbese

VITERBO – Ennesimo episodio di violenza all’interno della casa circondariale “Nicandro Izzo” di Viterbo, dove nella giornata di ieri, intorno alle 13.30, un agente della polizia penitenziaria è stato aggredito da un detenuto. Per il lavoratore è stata formulata una prognosi di circa trenta giorni.

L’episodio ha suscitato la dura reazione della Fns Cisl del Lazio, che attraverso il segretario generale Massimo Costantino ha espresso solidarietà all’agente coinvolto e chiesto interventi urgenti per garantire condizioni di maggiore sicurezza all’interno dell’istituto.

Il sindacato definisce quanto accaduto “inaccettabile” e sollecita l’adozione di provvedimenti immediati nei confronti del detenuto responsabile, incluso – secondo la richiesta – un eventuale trasferimento in altra struttura detentiva.

Accanto alla denuncia dell’aggressione, la Fns Cisl torna a porre l’attenzione sulla situazione complessiva del personale in servizio nel carcere viterbese. Secondo i dati forniti, a fronte di una dotazione prevista di circa 330 unità, gli agenti effettivamente presenti sarebbero 286. Un numero che, al netto delle unità assegnate al Gruppo Operativo Mobile, determinerebbe una carenza stimata di circa 70 operatori.

Una condizione che, secondo il sindacato, si traduce in un sovraccarico di lavoro per il personale in servizio, con conseguenti ricadute sulla gestione quotidiana della struttura e sulla sicurezza complessiva.

Criticità analoghe vengono evidenziate anche sul fronte della popolazione detenuta: nel carcere sarebbero presenti circa 670 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 440 unità, con un esubero stimato di oltre 200 persone.

Una situazione che, secondo la Fns Cisl, rende ancora più complesso il lavoro degli agenti e aumenta il livello di tensione all’interno dell’istituto. Il sindacato torna quindi a chiedere interventi strutturali per il rafforzamento degli organici e un riequilibrio del sistema penitenziario, ritenuti necessari per garantire condizioni di lavoro più sicure e sostenibili.

“La sicurezza nei luoghi di lavoro non è un privilegio, ma un diritto fondamentale”, conclude la sigla sindacale, sollecitando un cambio di passo nella gestione delle criticità del sistema carcerario.