ROMA – Nemmeno la sacralità dei luoghi di aggregazione sociale e spirituale frena l’audacia dei trafficanti di droga nei quartieri della Capitale. Nella scorsa serata, i Carabinieri della Stazione di Roma Torpignattara, coordinati dalla Compagnia di Roma-Casilina, hanno arrestato un cittadino peruviano di 18 anni, disoccupato e con precedenti, sorpreso in flagranza a gestire la propria attività illecita in un luogo emblematico per la comunità locale.
Il giovane, mostrando una totale sfrontatezza, aveva scelto come base logistica per lo spaccio il cortile della parrocchia di San Luca, in via Roberto Malatesta. Approfittando degli spazi della chiesa, frequentati quotidianamente da famiglie e giovani del quartiere, il pusher si muoveva con fare sospetto tra i presenti. L’insolito viavai non è però sfuggito all’occhio attento dei Carabinieri, impegnati in un quotidiano servizio di pattugliamento e controllo del territorio.
Alla vista dei militari, il 18enne ha tentato una fuga disperata a piedi per le vie limitrofe. Durante la corsa, nel tentativo di cancellare le prove del reato, si è disfatto di un borsello, recuperato prontamente dagli operanti, al cui interno sono stati rinvenuti quasi 30 grammi di hashish già suddivisi e materiale idoneo al confezionamento delle dosi.
La fuga si è conclusa davanti al portone di uno stabile condominiale, dove l’inseguito ha cercato di barricarsi all’interno sbattendo violentemente l’infisso d’ingresso. L’immediato e intervento di uno dei Carabinieri ha impedito la chiusura del portone; l’operante, pur venendo colpito al braccio sinistro dall’impatto, è riuscito a bloccare e porre in sicurezza il fuggitivo.
Il militare ferito è stato successivamente medicato all’ospedale “Madre Giuseppina Vannini”, dove gli è stato riscontrato un trauma al polso giudicato guaribile in 7 giorni.
Tutto il materiale e la sostanza stupefacente sono stati sequestrati. L’uomo è stato condotto presso le aule di piazzale Clodio dove l’arresto è stato convalidato.
Si precisa che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari per cui l’indagato deve considerarsi innocente fino ad eventuale sentenza definitiva.

